La via del poco di Anna Maria Farabbi.
Collana Arca. Al3vie in coedizione con pièdimosca edizioni
Festival Il mondo nuovo, Roma
Lunedì 6 luglio alle ore 18, a Roma, nell’ambito del festival “Il mondo nuovo”, Anna Maria Farabbi, Elena Zuccaccia e Raffaella Polverini tracceranno il cammino che ha dato vita alla Collana Arca.
“La collana Arca nasce con un’identità marginale, nell’accezione profonda: è stata concepita per dimorare a margine proprio per la sua radicale, atipica, natura.
Mi è stata consegnata la responsabilità di questa proposta editoriale e l’assumo come progetto immerso nella poesia, non solo nella sua offerta di catalogo, ma per la sua sostanza caratteriale. …”
Con questa lettera, da leggere integralmente (https://www.al3vie.com/collane/arca/), la poeta Anna Maria Farabbi ha segnato la via di un progetto unico, in coedizione tra Al3vie e pièdimosca. Una rara esperienza di cooperazione editoriale e culturale.
La sua identità è volutamente marginale, radicale e atipica, fondata su una scelta di qualità più che di grandezza.
Curata dalla stessa Anna Maria Farabbi, porta un filo femminile e un pensiero di genere dentro il mercato editoriale. Accoglie poche opere, una o due all’anno, secondo una misura essenziale: la poesia chiama al poco.
È un’arca minima e arcaica, che salva e restituisce alla comunità voci poetiche necessarie.
Titoli pubblicati: “La via del poco” di Anna Maria Farabbi, “Stellezze” di Paola Febbraro, “Splende il fuoco bianco della parola” di Stelio Carnevali, “la volpe dell’insonnia: a spizzata” di Saragei Antonini. In uscita l’opera di Annalisa Ballarini.
Venerdì 19 Giugno alle ore 16.30, in apertura della seconda giornata della Fiera Fogli(e), Anna Maria Farabbi porterà la sua opera su Kate Chopin (Al3vie in coedizione con Pièdimosca).
Lasciamo che siano le parole di Anna Maria Farabbi ad essere un viatico per questo importante lavoro umano, politico e culturale.
“Mettere a fuoco opere e personalità di eccellenza qualitativa, con potente originalità e forza eccentrica, eversiva, libera da canoni e retoriche è, lo credo fermamente, un dovere civile, politico, artistico. Nel corso dei miei studi, la mia attenzione si è concentrata prevalentemente su artiste che, nel corso dei secoli, hanno in modi diversi ma totalizzanti subìto ingiustizie di emarginazione, sottovalutazione, svalutazione, perfino cancellazione. Mai è un caso quando si verifica un atto di femminicidio intellettuale […].
KATE CHOPIN ha inciso il suo pennino nelle croste malate della quotidianità sociale e relazionale, soprattutto nelle carie della comunità, in quelle radici che precludono alla donna diritti e opportunità.”
Fogli(e) in Fiera
Ex Dogana via dello scalo di San Lorenzo 10, Roma
Orari di apertura della Fiera
Giovedì 18: 16:00 – 21:30
Venerdì 19: 16:00 – 21:30
Sabato e domenica: 11:00 – 21:30
@festa_della_lettura @foglieinfiera @iltalentodiroma @municipioroma2
Tra le voci della poesia contemporanea, la voce di Saragei Antonini è tra le più singolari. Dall’esordio a oggi i suoi testi mettono in luce il lato nascosto delle cose, degli oggetti di utilità (un bottone non va stretto/vive di una linea di cuore/l’asola che lo aspetta a occhi chiusi) che sembrano vivere di vita propria. Va subito detto che la scrittura di Antonini presenta guizzi, impennate, visioni, percezioni, spostamenti visivi generati da una meditazione ricca di accostamenti e paragoni inusitati. Così ne La volpe dell’insonnia: a spizzata (piédimosca, 2025), la voce interiore si fa discorso e strada per spezzare le pareti domestiche, la condizione insonne con la veglia notturna febbrile sino all’arrivo di un nuovo giorno, frazione di tempo che per l’autrice è anche progressivo avvicinarsi al sentimento della morte, momento definitivo, la morte. con cui stabilire confidenza, intimità a priori: le guardo le mani/le lavo i piedi, gesti e parole che attengono alla cura materiale di un corpo in carne e ossa.
La casa è una pancia, contiene e custodisce, è anche finestra occhio di vetro, è porta socchiusa o chiusa male: consente di entrare e di uscire, di ascoltare e vedere la vita d’altri, i rumori, le voci, i pianti e i litigi; la casa-corpo è mondo fisico e biologico dentro cui tutto accade: una ruga nell’occhio, un fastidio che non passa eppure non del tutto può impedire di guardare dentro e guardare fuori/ sistemare il tempo; di osservare le nuvole a pecorelle (bestiame mangia il cielo) quando il giorno sostituisce la notte e una spina nell’aria, una lama di luce, entra nella clausura domestica, (un albero di silenzio/piantato in casa -/ una solitudine ladra) e la parola esce dal buio della stanza notturna. Siamo in presenza d’una poesia portatrice di immagini indicative l’inquietudine, il malessere interiore d’un io-casa discendente dalla casa-madre biologica, una madre da cui è necessario distaccarsi per realizzare il desiderio di soglia, bere mezzo bicchiere di aria. Se la sorte è stare socchiusi non resta che sbirciare di là dalla recinzione domiciliare e affettiva, guardare quando nessuno vede, scrivere soprattutto, anche furtivamente, rivendicare il tempo per sé: cchì ricissi me’ matri/ si m’attruvassi no’ funnu ra notti/ a taliàri i stiddi/ – capaci ca/ cchì ci fai ancura ccà luci addumata (cosa direbbe mia madre/se mi trovasse nel fondo della notte/a guardare le stelle/-probabilmente/cosa fai ancora con la luce accesa).
Nelle poesie in dialetto, nella seconda parte del libro, a spizzata, si conclama la complessità di un rapporto tra due identità femminili coabitanti lo spazio domestico, perimetro che accoglie pensieri e gesti e parole di entrambe; diverso il punto di vista dell’una e dell’altra, diverso il modo di vedere il cielo, malatu, squaratu (malato, scotto) per la madre, cielo che per la poetessa è l’alto, aerea strada in salita, impervia tanto più se turbata da rumori e distrazioni, da ammonizioni: nun si metti u pani a rrivessa /gisuzzu s’affenni /e chiddi ca nun l’anu / nun ti méttiri ri travessu /affenni aprisenza i manu ca ti ficiru (…)ddà vucca ca nun t’appatteni.(non si mette il pane capovolto /gesuzzo si offende /e quelli che non ce l’hanno/ non ti mettere di traverso/ offendi la presenza/ le mani che ti hanno fatto/(…)/quella bocca che non ti appartiene).
Saragei Antonini (Catania,1973) ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie in lingua: Il cerino soggetto (La Vita Felice 2000); – L’inverno apre un ombrello in casa (Prova d’Autore 2004); Sotto i capelli una nave (Forme Libere 2010); Egregio signor Tanto (CFR 2013); La passione secondo (Forme Libere 2017). Nel 2019 pubblica la sua prima raccolta in dialetto, A virìna (Salarchi), nel 2024 A scala è fìmmina (ArcipelagoItaca). Sue poesie sono presenti in antologie e riviste in Italia e all’estero, fra cui Sombra escrita (a c. di Stefano Strazzabosco (Vaso Roto edizioni 2023), e Contemporary Sicilian Poetry (a c. di Ana Ilievska e Pietro Russo (Italica Press 2023).
© 2006-26 Poeti del Parco – Cofine editore
https://poetidelparco.it/saragei-antonini-e-la-volpe-dellinsonnia-a-spizzata

Il 26 maggio alle ore 17, presso lo spazio Sferocromia a Monteverde
Redazione – 5 Maggio 2026
Il 26 maggio alle ore 17, presso lo spazio Sferocromia a Monteverde (Via Ippolito Pindemonte, 30B), si terrà la presentazione di La volpe dell’insonnia: a spizzata di Saragei Antonini.
Anna Maria Farabbi, Elena Zuccaccia e Raffaella Polverini converseranno con la poetessa siciliana.
Il libro, nuova uscita nella collana di poesia “arca”, coedizione pièdimosca edizioni/Al3vie, è di assoluta bellezza. In esso italiano e dialetto trovano l’equilibrio in uno stesso respiro.
Saragei Antonini (Catania,1973) ha pubblicato le seguenti raccolte di poesie in lingua: Il cerino soggetto (La Vita Felice 2000); – L’inverno apre un ombrello in casa (Prova d’Autore 2004); Sotto i capelli una nave (Forme Libere 2010); Egregio signor Tanto (CFR 2013); La passione secondo (Forme Libere 2017). Nel 2019 pubblica la sua prima raccolta in dialetto, A virìna, con le edizioni Salarchi Immagini.
Sue poesie sono presenti in antologie e riviste in Italia e all’estero, fra cui Sombra escrita, a cura di Stefano Strazzabosco (Vaso Roto edizioni 2023), e Contemporary Sicilian Poetry, a cura di Ana Ilievska e Pietro Russo (Italica Press 2023).
https://abitarearoma.it/la-volpe-dellinsonnia-a-spizzata-di-saragei-antonini
Kaba edizioni – Al3vie parteciperà a Librissimi, Toronto Italian book Festival (1-3 Maggio), affiancando la poeta Anna Maria Farabbi negli incontri del 2 maggio, Salotto della poesia, ore 19.30 al Columbus Center, e del 3 “Giocando con l’eco: di bocca in bocca da un dialetto all’altro” alle ore 14.
Programma completo
L’incontro, dal titolo “Nella tessitura della Divina Commedia qualche filo lirico luminoso”, si terrà il prossimo 4 maggio 2026 alle ore 18:00 nella suggestiva cornice del Dante Garden presso il St. Michael’s College (University of Toronto).
L’Evento: Un ponte tra i secoli
In un’epoca di rapidi cambiamenti linguistici, il legame tra le radici della letteratura italiana e la produzione lirica odierna rimane un terreno di indagine affascinante. Anna Maria Farabbi guiderà il pubblico attraverso i fili invisibili ma tenaci che collegano l’opera apocalittica di Dante Alighieri alla sensibilità dei poeti contemporanei.
La discussione esplorerà la dicotomia storica della poesia italiana, da sempre sospesa tra il rigore formale del petrarchismo e la potenza visionaria e sperimentale del dantismo. Farabbi, con la sua profonda esperienza di traduttrice e studiosa, analizzerà come le risonanze incandescenti del pensiero dantesco continuino a incarnarsi nel “corpo” della poesia attuale, dimostrando che gli otto secoli che ci separano dal Sommo Poeta non hanno affievolito la forza della sua scia luminosa.
Programma
18:00: Benvenuto e visita al Dante Garden
18:15: Presentazione ufficiale della figura e dell’opera di Anna Maria Farabbi.
18:30: Conferenza e conversazione: “Nella tessitura della Divina Commedia qualche filo lirico luminoso”, Charbonnel
Lounge, Elmsley Hall, St. Michael’s College – 81 St. Mary’s Street
Anna Maria Farabbi
Poeta, narratrice, saggista e traduttrice di chiara fama, Anna Maria Farabbi è una delle voci più originali del panorama letterario italiano. La sua opera si distingue per una ricerca linguistica che spazia dal dialetto alla lingua colta, con una particolare attenzione alla dimensione etica e civile della parola.
Tra le sue numerose pubblicazioni si annoverano raccolte poetiche di grande impatto come Adlujè (2003), Abse (2013) e La casa degli scemi (2017). Attiva anche nella narrativa e nel teatro, ha recentemente curato importanti lavori di traduzione e saggistica su autori come Kate Chopin. Attualmente dirige diverse collane editoriali per prestigiose case editrici indipendenti (Kaba, Piedimosca e Al3vie), confermandosi come una figura centrale nella promozione della cultura editoriale di qualità.
Exhibition
L’evento è reso possibile grazie alla preziosa partnership con Al3vie Edizioni, Librissimi Toronto Italian Book Festival e St. Michael’s College, University of Toronto.
Contatti per la Stampa / Media Contact: Associazione Amarcord

VENERDÌ 20 MARZO
ore 17:30 | “Il Canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito” (Al3vie Editore in coedizione con Pièdimosca, 2021)
il significato del filo nella tessitura dalla “Tela di Penelope” ad ogni altra tela, con l’autrice Anna Maria Farabbi
L’opera, con una scrittura narrativa mantenuta sempre in tensione e in accento lirico, attraversa il pensiero di genere affondando nelle radici dell’occidente. Tra le maglie dei giochi d’infanzia e le orchestre figurative del mito, si coniugano dinamiche affini. La lingua nei suoi ritratti fonetici e semantici è illuminata fino ai capillari del silenzio.
BOOKSTORMING 2026 ![]()
Siamo la mappa e il territorio
dal 19 al 22 marzo 2026 – Sansepolcro (AR)
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un progetto promosso da CasermArcheologica
📚 VENERDÌ 20 MARZO
ore 17:30 | “Il Canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito” (Al3vie Editore in coedizione con Pièdimosca, 2021)
il significato del filo nella tessitura dalla “Tela di Penelope” ad ogni altra tela, con l’autrice Anna Maria Farabbi
L’opera, con una scrittura narrativa mantenuta sempre in tensione e in accento lirico, attraversa il pensiero di genere affondando nelle radici dell’occidente. Tra le maglie dei giochi d’infanzia e le orchestre figurative del mito, si coniugano dinamiche affini. La lingua nei suoi ritratti fonetici e semantici è illuminata fino ai capillari del silenzio.