Articolo di Milena Nicolini
Al3vie – Pièdimosca edizioni (2025)

E’ stata pubblicata a Dicembre per RIL editories, tradotta in spagnolo da Stefano Strazzabosco, La via del poco di Anna Maria Farabbi.
La via” del poco” è l’antologia essenziale di Anna Maria Farabbi, una delle voci più singolari della poesia italiana contemporanea. L’opera raccoglie otto libri – rivisti per questo volume dall’autrice – pubblicati tra il 1996 e il 2022, insieme a testi inediti. Il tema centrale è il «poco» inteso come via di conoscenza, umiltà e comunione. Farabbi concepisce la scrittura come un atto esistenziale e di spoliazione, dove il minimo – la parola, il corpo, l’ascolto – si fonde con la materia viva. La sua poesia si colloca tra il mistico e il fisico, tracciando un’etica della cura che sostiene l’umano e il sacro.
El camino del poco es la antología esencial de Anna Maria Farabbi , una de las voces más singulares de la poesía italiana contemporánea. La obra recoge ocho libros —revisados para este volumen por la autora— publicados entre 1996 y 2022, junto con textos inéditos. El eje temático es el «poco» entendido como vía de conocimiento, humildad y comunión. Farabbi concibe la escritura como un acto existencial y de despojamiento, donde lo mínimo —la palabra, el cuerpo, la escucha— se funde con la materia viva. Su poesía se sitúa entre lo místico y lo físico, trazando una ética del cuidado que sostiene lo humano y lo sagrado.
RIL editores nasce nel 1991 a Santiago del Cile, nel contesto della riapertura democratica del Paese, con una proposta specializzata nella pubblicazione di opere letterarie di tutti i generi, oltre a una linea di ricerca accademica con forte enfasi sulle coedizioni universitarie.
Nel novembre 2017 sbarcano in Spagna, per unire le sponde.
PERIODICO DI INFORMAZIONE DELL’ISTITUTO DEI CIECHI DI BOLOGNA FRANCESCA CAVAZZA

La testimonianza sorprendente di Andrea Camilleri spalanca l’interpretazione della cecità come una sottrazione di un senso che, tuttavia, intensifica, la percezione, la concentrazione, la precisione dell’ascolto, l’orientamento interiore. Per un glaucoma incurabile lo scrittore siciliano perse la vista, e con essa l’amata lettura, l’osservazione del corpo delle parole formarsi nel foglio tra gli odori dell’inchiostro. Proprio per la sua condizione di cieco concepì il monologo Conversazione di Tiresia da lui stesso recitato di palcoscenico in palcoscenico, dando voce alle profondità del mito. L’esperienza di John Martin Hull, invece, offre un altro contributo, forse ancora più potente sia per vedenti che per ciechi, narrando ogni aspetto quotidiano, esistenziale, pratico, sociologico, e spirituale. Da una parte accompagna i vedenti verso una consapevolezza visiva maggiore, dall’altra indica modi e sensibilità per stare accanto alla persona cieca senza flettersi in un assistenzialismo iper protettivo. Ma, di più, infonde alla persona cieca energie tali da significare la sua vita, comunque e ovunque, risvegliandola con infinite motivazioni che attingono dalla propria umanissima, intellettuale, religiosa sfera autobiografica. Hull narra il suo percorso dentro il buio, le paure angoscianti, i blocchi mentali, fatti precisi, episodi, dinamiche relazionali che generano malintesi, mortificazioni, senza mai cadere in sentimentalismi pietistici, ma con un registro di scrittura che attraversa la drammaticità anche con ironia. Di fatto, infonde energia e vigore, scardinando comprensibili ma letali vittimismi. Oltre questo, ritengo che la più straordinaria qualità di Hull, sia nella rivisitazione della Bibbia dentro cui, con estremo rigore e altrettanta passione, coglie i passi in cui la cecità e l’ipovedenza sono protagonisti.

Contestualizza storicamente gli accadimenti narrati e individua le radici di storture culturali e sociali che ancora oggi gravano, come l’attribuzione della malattia a Dio, con la successiva autocolpevolizzazione, e la difficoltà se non l’impossibilità di svolgere il sacerdozio. Hull sostiene che la scrittura della Bibbia sia stata fatta da persone vedenti, le quali in modo inconsapevole hanno proiettato una prospettiva della disabilità tale da permanere anche ai giorni nostri, considerando l’occidente nella sua impostazione dicotomica, dentro cui la luce viene coniugata alla purezza, alla divinità, alla rivelazione e il buio nel suo opposto come simbolo delle tenebre, del peccato, dell’inquietante caos. Ho dedicato molti anni allo studio dell’opera di John Martin Hull, intervistandolo in Il significato del buio, Terra d’Ulivi, 2021 e traducendolo in All’inizio era il buio, conversazioni di un cieco con la Bibbia, 2022, Al3vie. Queste due opere, assieme a Il dono oscuro, Adelphi, 1990, costituiscono l’unico accesso italiano al suo pensiero. Ciascuna ha una leggibilità trascinante, al contempo, impegna in vie di teologia, psicologia, sociologia, dentro cui sostare, riflettere mettendo in discussione un proprio comportamento abituato o, per la persona cieca, rinunciatario.
John Martin Hull (1935 – 2015) nasce a Birmingham dove è stato Professore di teologia e scienze religiose. Nel 2016 è uscito il film documentario Notes on Blindness di Peter Middleton e James Spinney, vincitore del primo premio ai British Indipendent Film Awards.
Pubblicazione quadrimestrale; tiratura 13.000 copie; tradotta in lingua inglese; distribuita gratuitamente. Direttore Responsabile Pier Michele Borra.
Anno 32, Numero 3, novembre 2025

https://www.cavazza.it/drupal/it/john-martin-hull-i-significati-del-buio
Dopo il lungo viaggio di ottobre, per intrecciare relazioni umane e professionale anche in Armenia, l’opera Tessiture incontrerà altri luoghi e persone.
Sabato 22 Blu spazio delle arti – fiera Inchiostri – Roma
Mercoledì 26 Ècate Caffè Libreria – Milano
Sabato 29 Spazio Sferocromia – Roma
TESSITURE
Tessiture è un viaggio durato un anno e mezzo, ma lungo una vita, tante vite…
… Con gratitudine ed emozione ho portato a termine questo progetto per ricordare e ringraziare attraverso l’arte e soprattutto lo studio personale, indispensabile per una formazione permanente, chi mi ha insegnato un vivere, un amare, un essere aperti all’aperto, in accoglienza, mostrandomi un modo di scrivere, di recitare, di lavorare, di stare insieme, di stare al mondo senza essere del mondo tessendo relazioni, costruendo comunità possibili, credendo in ogni creatura in congiunzione con il Creato intero e ogni sua sfera esistenziale: animale, vegetale e minerale…
Tessiture… Tessiture per la pace.
Raffaella Polverini
Mercoledì 26 novembre da Ècate presentiamo Tessiture, l’opera di Raffaella Polverini, accompagnata dalle musiche e dai canti di Muna Quatanani. Parole, poesia e suono attraversano quadri e installazioni, intrecciandosi a storie di comunità, cura e cooperazione. L’autrice racconterà il progetto e il processo creativo che ha dato vita a Tessiture. Ècate Caffè Libreria – Milano Aperitivo ore 19:00 | Incontro ore 20:00 Ingresso libero, è richiesta la consumazione Prenotazioni WhatsApp 3285755732 o dal sito.
Dopo il lungo viaggio di ottobre, per intrecciare relazioni umane e professionale anche in Armenia, l’opera Tessiture incontrerà altri luoghi e persone a novembre:
Sabato 22 Blu spazio delle arti – fiera Inchiostri – Roma
Mercoledì 26 Ècate Caffè Libreria – Milano
Sabato 29 Spazio Sferocromia – Roma
TESSITURE
Tessiture è un viaggio durato un anno e mezzo, ma lungo una vita, tante vite…
… Con gratitudine ed emozione ho portato a termine questo progetto per ricordare e ringraziare attraverso l’arte e soprattutto lo studio personale, indispensabile per una formazione permanente, chi mi ha insegnato un vivere, un amare, un essere aperti all’aperto, in accoglienza, mostrandomi un modo di scrivere, di recitare, di lavorare, di stare insieme, di stare al mondo senza essere del mondo tessendo relazioni, costruendo comunità possibili, credendo in ogni creatura in congiunzione con il Creato intero e ogni sua sfera esistenziale: animale, vegetale e minerale…
Tessiture… Tessiture per la pace.
Raffaella Polverini


