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Fili singolari / trame plurali

Donne in biblioteca tra memoria e futuro

Biblioteca delle donne Laura Cipollone (sede CPO)

Nel mondo digitale in cui oggi siamo immersi/e, le biblioteche hanno ancora senso di esistere? E cosa rappresenta una biblioteca delle donne? Oltre ad essere una pratica di conservazione della memoria femminile può ancora adesso configurarsi come uno spazio vivo, un laboratorio creativo di pensiero e nuove relazioni, un’officina del cambiamento?

Lorena Rosi Bonci ne parla con Anna Maria Farabbi, poeta e scrittrice che nelle sue opere ha scelto spesso di concentrarsi su scrittrici e artiste perlopiù tenute ai margini dei cardini culturali ed editoriali del proprio tempo. L’incontro sarà occasione per un dialogo sul filo della memoria teso verso il futuro, a partire dalla nascita della Biblioteca delle Donne Laura Cipollone fino all’ultimo lavoro di traduzione a analisi di Anna Maria Farabbi sulla scrittrice americana Kate Chopin.

“Mettere a fuoco opere e personalità di eccellenza qualitativa, con potente originalità e forza eccentrica, eversiva, libera da canoni e retoriche è, lo credo fermamente, un dovere civile, politico, artistico. Nel corso dei miei studi, la mia attenzione si è concentrata prevalentemente su artiste che, nel corso dei secoli, hanno in modi diversi ma totalizzanti subìto ingiustizie di emarginazione, sottovalutazione, svalutazione, perfino cancellazione. Mai è un caso quando si verifica un atto di femminicidio intellettuale […] Kate Chopin ha inciso il suo pennino nelle croste malate della quotidianità sociale e relazionale, soprattutto nelle carie della comunità, in quelle radici che precludono alla donna diritti e opportunità.” (Anna Maria Farabbi)