Venerdì 8 Maggio dalle 17:00 alle 20:00 Casa d’Italia PICAI – Sala vetrata (seminterrato) 505 Rue Jean Talon est · Montreal
“Che cos’è la poesia”
Un incontro dedicato alla scoperta della poesia in tutte le sue forme: dalle origini, da San Francesco a Dante e Petrarca, fino ad oggi. La potenza della poesia e il suo valore umano e culturale. La poesia come respiro, parola e atto creativo. Un viaggio per conoscere la poesia in aspetti non abitualmente pensati e vissuti.
Incontro rivolto a studenti giovani e adulti di livello intermedio e avanzato e insegnanti di italiano LS/L2
Per informazioni e prenotazioni laura_pirastru@hotmail.com
Kaba edizioni – Al3vie parteciperà a Librissimi, Toronto Italian book Festival (1-3 Maggio), affiancando la poeta Anna Maria Farabbi negli incontri del 2 maggio, Salotto della poesia, ore 19.30 al Columbus Center, e del 3 “Giocando con l’eco: di bocca in bocca da un dialetto all’altro” alle ore 14.
L’incontro, dal titolo “Nella tessitura della Divina Commedia qualche filo lirico luminoso”, si terrà il prossimo 4 maggio 2026 alle ore 18:00 nella suggestiva cornice del Dante Garden presso il St. Michael’s College (University of Toronto).
L’Evento: Un ponte tra i secoli
In un’epoca di rapidi cambiamenti linguistici, il legame tra le radici della letteratura italiana e la produzione lirica odierna rimane un terreno di indagine affascinante. Anna Maria Farabbi guiderà il pubblico attraverso i fili invisibili ma tenaci che collegano l’opera apocalittica di Dante Alighieri alla sensibilità dei poeti contemporanei.
La discussione esplorerà la dicotomia storica della poesia italiana, da sempre sospesa tra il rigore formale del petrarchismo e la potenza visionaria e sperimentale del dantismo. Farabbi, con la sua profonda esperienza di traduttrice e studiosa, analizzerà come le risonanze incandescenti del pensiero dantesco continuino a incarnarsi nel “corpo” della poesia attuale, dimostrando che gli otto secoli che ci separano dal Sommo Poeta non hanno affievolito la forza della sua scia luminosa.
Programma 18:00: Benvenuto e visita al Dante Garden 18:15: Presentazione ufficiale della figura e dell’opera di Anna Maria Farabbi. 18:30: Conferenza e conversazione: “Nella tessitura della Divina Commedia qualche filo lirico luminoso”, Charbonnel Lounge, Elmsley Hall, St. Michael’s College – 81 St. Mary’s Street
Anna Maria Farabbi Poeta, narratrice, saggista e traduttrice di chiara fama, Anna Maria Farabbi è una delle voci più originali del panorama letterario italiano. La sua opera si distingue per una ricerca linguistica che spazia dal dialetto alla lingua colta, con una particolare attenzione alla dimensione etica e civile della parola. Tra le sue numerose pubblicazioni si annoverano raccolte poetiche di grande impatto come Adlujè (2003), Abse (2013) e La casa degli scemi (2017). Attiva anche nella narrativa e nel teatro, ha recentemente curato importanti lavori di traduzione e saggistica su autori come Kate Chopin. Attualmente dirige diverse collane editoriali per prestigiose case editrici indipendenti (Kaba, Piedimosca e Al3vie), confermandosi come una figura centrale nella promozione della cultura editoriale di qualità. Exhibition L’evento è reso possibile grazie alla preziosa partnership con Al3vie Edizioni, Librissimi Toronto Italian Book Festival e St. Michael’s College, University of Toronto.
Contatti per la Stampa / Media Contact: Associazione Amarcord
Al3vie – Kaba edizioni affiancherà la poeta Anna Maria Farabbi in una serie di conferenze e incontri che si svolgeranno in Canada, nelle città di Toronto e Montreal, nel mese di maggio, in collaborazione con Dante Alighieri Society, l’Associazione Amarcord Emiglianoromagnoli in Ontario e il festival Librissimi di Toronto, l’Istituto di cultura italiana di Montreal, l’Associazione Picai presso Casa d’Italia e la Scuola di italiano di Montreal.
Ringraziamo tutte le persone e le organizzazioni coinvolte per il prezioso lavoro svolto
“Rispettare le lingue e la diversità linguistica. Dall’orale allo scritto: preservare, trasmettere e vivere la lingua” Fabio Scetti e Anna Maria Farabbi
Data evento: Il 05 Maggio 2026, 18:00 (Ora locale)
Dove: Istituto Italiano di Cultura 1200, av. Dr. Penfield Montréal
A pagamento: No
Un approfondimento dedicato al tema del rispetto delle lingue e della diversità linguistica in Italia, nonché nel contesto della comunità italiana in Canada, sarà al centro di un intervento che esplora la poesia dialettale e neodialettale come spazio di ricerca espressiva e riflessione culturale.
Attraverso l’analisi delle opere di autori come Franco Loi, Achille Serrao, Assunta Finiguerra, Franco Scataglini e Anna Maria Farabbi, il contributo mette in luce come l’uso del dialetto o delle lingue minoritarie rappresenti non solo una scelta stilistica, ma anche un gesto dal forte valore simbolico e, spesso, politico. La poesia si configura così come un luogo in cui la lingua vive nel suo corpo sonoro e materico, tra registri diversi e tessiture complesse.
Particolare attenzione viene dedicata al passaggio dall’oralità alla scrittura e al ruolo fondamentale di poeti ed editori nel preservare un patrimonio linguistico che rischia altrimenti di andare perduto. Il rapporto tra lettore e ascoltatore, le difficoltà di accesso per chi non conosce la lingua e le sfide della traduzione — in entrambe le direzioni — aprono interrogativi cruciali sul significato di inclusione ed esclusione.
In questo contesto, la poesia può rappresentare anche un ritorno all’oralità, grazie all’uso di strumenti contemporanei come i QR code per l’ascolto, affiancati all’importanza degli archivi linguistici dialettali, che si confermano strumenti essenziali accanto ai dizionari. Allo stesso tempo, emerge la necessità di riflettere criticamente sull’identità linguistica, al di là di possibili strumentalizzazioni.
Il lavoro di traduzione si configura infine come uno spazio di tensione tra archeologia linguistica e ricreazione poetica, in cui il traduttore è chiamato a un confronto consapevole con la vitalità e la trasmissione della lingua.
Martedì 5 maggio – 18:00 Ingresso libero su prenotazione (RSVP) Istituto Italiano di Cultura di Montréal 1200 Av. du Dr Penfield
A seguire, la presentazione aprirà a una discussione con la partecipazione di Raffaella Polverini (Kaba Edizioni) e Connie Guzzo-McParland (Guernica), che si confronteranno sul ruolo dell’editoria in questo processo. Il dialogo metterà a fuoco le pratiche editoriali legate alla pubblicazione di testi in lingua dialettale o minoritaria, nonché in italiano nel contesto canadese, in relazione alle lingue dominanti come inglese e francese.
L’incontro offrirà inoltre un’occasione per riflettere sulle strategie adottate per rendere accessibili queste opere senza comprometterne la specificità linguistica e culturale, e sulle responsabilità degli editori nel sostenere la pluralità linguistica, favorendo una circolazione consapevole tra esigenze di mercato, tutela delle identità e apertura a nuovi pubblici.
ore 17:30 | “Il Canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito” (Al3vie Editore in coedizione con Pièdimosca, 2021)
il significato del filo nella tessitura dalla “Tela di Penelope” ad ogni altra tela, con l’autrice Anna Maria Farabbi
L’opera, con una scrittura narrativa mantenuta sempre in tensione e in accento lirico, attraversa il pensiero di genere affondando nelle radici dell’occidente. Tra le maglie dei giochi d’infanzia e le orchestre figurative del mito, si coniugano dinamiche affini. La lingua nei suoi ritratti fonetici e semantici è illuminata fino ai capillari del silenzio.
Kaba edizioni – Al3vie parteciperà a Il Cantastorie festival dal 30 maggio al 1 giugno. Polo culturale Il pico, Mirandola (MO), Piazza Giuseppe Garibaldi 15
Programma
venerdì 30 maggio dalle 21 Monologo poetico di Anna Maria Farabbi
sabato 31 maggio dalle 9.30 Progetto poetico di Anna Maria Farabbi e Milena Nicolini
“Essere in/segnati dalla poesia”: incontro con le poete Anna Maria Farabbi e Milena Nicolini, attraverso i testi “ninnananna talamimamma” e “Istruzioni per l’uso di ninnananna talamimamma”, martedì 9 aprile al Bologna Children’s Book Fair 2024.
Intervento della poeta Anna Maria Farabbi.
«Io dimoro dentro il canto, io sono il canto. Il filosofo Umberto Galimberti ha fatto una proposta: alla scuola dovrebbe essere riconsegnata come atto formativo la filosofia. Io dimoro nella poesia. Cosa è la poesia e cosa può formare? Cosa è la poesia e cosa è l’atto formativo della poesia? Una persona a me cara, per spiegare cosa è la poesia, ha scelto l’immagine di un uomo che sta sopra una collina e vede passare un treno. Secondo lui la poesia è chi vive il treno andando.
La filosofia è una formazione utilissima in questo momento di caos cannibalico: consente l’esercizio della roteazione del pensiero, l’esercizio della dialettica. La poesia, a mio parere, non è l’omino che sta dentro la prima carrozza in un binario costituito: è invece la persona che crea il viaggio e gli stessi binari del treno, avendone consapevolezza. La poesia è la creazione.
Io propongo di portare la poesia fin dall’asilo nido. È un atto formativo, sociologico, politico, esistenziale, artistico. Pone all’attenzione. Si tratta di riuscire a stare in una tensione. Nella concentrazione. Costruire un centro e stare dentro. Il centro è il canto. Esercita l’ascolto.
La poesia si costituisce radicalmente nell’oralità. Dimorare nel canto, significa dimorare nella poiesis, in una gestione economica del profondo. Esercita in un’economia del verbale. Entra in una nominazione. Nominiamo le azioni della propria interiorità. La poesia permette una formazione sulla differenza tra espressione e comunicazione. Entra in dinamiche arcaiche, profonde.
C’è una grande necessità di portare anche la poesia nella scuola come atto formativo. La filosofia accede ad una razionalità. La poesia si arresta quasi barcollando. Ci sono poeti con un orecchio assoluto. Penso ad Amelia Rosselli, Paola Febbraro.
Nella statistica economica, molti, mi riferisco soprattutto a poete, non ce la fanno per questa disposizione totalizzante al canto. C’è spesso anche un’indipendenza rispetto al mondo dell’editoria.
Porgiamo, dunque, la poesia alla nuova generazione.
Io vengo dalla scrittura per adulti, ma sono nata nella poesia.
Alle presentazioni abbiamo partecipanti dai 50 anni in su. Fino alle elementari in genere c’è una fioritura espressiva e gli insegnanti sono in connessione con l’espressività lirica dei ragazzi. Alle medie, poi, il dirupo.
È necessario vedere quanto la poesia si regge da sola e quanto con l’illustrazione. La nostra è una società consumistica che viaggia in maniera volontaria puntando all’occhio. Anche per questo, lavoro con i ciechi, i sordi, i malati psichici. Noi abusiamo della vista, che a volte va ad estinguere le altre sensorialità. Il sentire inizia nell’utero, attraverso la pelle. Ripartiamo dalla grana della voce e dalla radice orale della poesia. M’interessa il flusso verbale lirico, non edulcorato, sentimentale, anacronistico. Attivo la passionalità intera del mio corpo, certo, perché sono allarmata di una società distruttiva della fioritura del ciliegio. I ragazzi oggi sono spostati da ciò che fluisce in certe poesie loro proposte. Cantare è avere di fronte qualunque creatura, con un registro scrittorio che vale dai 6 mesi ai 600 anni. La ninnananna arresta il battito cardiaco del neonato come dell’anziano. Non serve individuare un registro di lettori. M’interessa una poiesis che abbia anche una vocalità. La gradazione della voce senza ostentazione è frutto di esercizio. Occorre insegnare l’ascolto della poesia, accendere un senso del viaggio, in un gioco, inteso kafkaniamente, in opere d’arte anche cinematografiche (come le creazioni di Miyazaki). La poesia è un’oasi di ricreazione del proprio sé. Incontrando maestri, punti di riferimento, come Gino Strada, Aldo Capitini. Etty Hillesum lancia dal treno, che dal campo di concentramento sa la condurrà alla morte, un foglio con queste parole: lasciamo il campo cantando. Ha un senso, dunque, l’orecchio assoluto. È questione di vita o di morte. Lei porta la sua poesia e dietro le spalle testimonianze d’insegnanti che l’hanno segnata dentro. Ecco dunque la poesia organica. La porto e mi attraversa dalla punta dei piedi alla fontanella cranica. La porto a tutti e a tutto. Il canto interrompe l’essere umano e lo dichiara disabile per non capire tutto. Lo pone di fronte ad una parete verticale.
La filosofia acuisce il pensiero ma la poesia accoglie il pensiero e crea.
Mio padre mi ha tolto la parola, perché la poesia non era utile.
La poesia è nascita, creazione di un ponte. Il canto risponde un impensato e un impensabile. L’immagine sulla copertina di “ninnananna talamimamma” rappresenta la palla gettata da una bambina internata ad Auschwitz. È piena di colori: porta la fiducia nel mondo. Ci chiede di essere ricettivi l’uno nei confronti dell’altro, responsabili di una connessione culturale. La mimamma è anche la grande madre: siamo sempre al cospetto dei futuri e degli antichi. L’origine della poesia è dalla ninnananna. Viene dalla preistoria: è il primo atto delle donne che raccoglievano la voce usata come gesto corporeo di abbraccio e pacificazione del bambino, un flusso trasversale tra la bocca e il bambino. L’origine della poesia è creaturale».
Intervento della poeta Milena Nicolini
«Per fare arrivare alla poesia non si può semplicemente delegare al sentire. La poesia ha anche un suo rigore, un suo linguaggio. L’inconscio è il punto in cui s’incontrano la materia e la parte effimera, lo spirito, con il logos. La poesia sta su quel confine tumultuoso in cui s’incontra la possibilità di dirla. La metafora è quella proporzione zoppa che scatta quando manca la parola per dire quella cosa. Mi permette di dire trasportando in un altro ambito. È la parola che vive del rapporto con l’esperienza. La poesia innesca le possibilità di connessione, di fare rete con la parola. Questa rete non ha termine: è un angolo aperto che va all’infinito. Si tratta di una polisemia, nell’esperire del mondo in modo sempre diverso. La poesia dà la possibilità di conoscere se stessi».