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Umanità nova

Il 13 maggio, al Circolo Anarchico Berneri di Reggio Emilia, Anna Maria Farabbi presenterà il libro su Louise Michel

DWF su Louise Michel

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La natura congiuntiva e irrimediabile della poesia

di Loredana Magazzeni per Leggendaria

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Incontrando Kate Chopin fra le pagine delle sue storie

Un bel viaggio nei corridoi della fiera Bookpride a Milano attraverso gli occhi di chi si avvicina al lavoro di tante case editrici.Linda Moon si è fermata a parlare dell’ultima pubblicazione di Al3vie “Kate Chopin. Racconti con saggio e traduzione di anna maria farabbi” e così descrive questo breve momento immerso fra le luci, le voci e le pagine che profumano ancora di stampa.

Per leggere l’articolo completo:

https://www.lindamoon.it/la-mia-full-immersion-al-book…/

Editoria femminista: l’importanza di mettersi in rete

Bookpride 6 marzo ore 10.30

Enciclopediadelledonne.it, VandA edizioni e Al3vie

Introduzione di Margherita Marcheselli. Enciclopediadelledonne.it, VandA edizioni e Al3vie: un piccolo nucleo di editrici femministe da cui partire.
«Attraverso Kate Chopin» con Anna Maria Farabbi per Al3vie e piédimosca Edizioni.
Femminismo e rivoluzioni femministe: grandi autrici della seconda ondata con la storica del femminismo Deborah Ardilli per VandA edizioni.
I libri di enciclopediadelledonne.it: una carrellata attraverso alcuni testi chiave della casa editrice.
Letture, osservazioni, idee da condividere con il pubblico.
Dibattito e interventi con il pubblico.

Con:

Anna Maria Farabbi, Margherita Marcheselli, Deborah Ardilli, Rossana Di Fazio, Nicoletta Nobile (lettrice), Raffaella Polverini, Angela Di Luciano

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Presentazione de Il canto dell’altalena a Il Giardino dei Ciliegi – Firenze

Al Giardino dei Ciliegi, via dell’Agnolo 5, Firenze

giovedì 24 febbraio 2022 ore 17,30

Presentazione del libro di Anna Maria Farabbi

Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito, seguito da La tela di Penelope (Al3vie  e Pièdimosca edizioni 2021)

“Che cos’è questo canto che volteggia nella sintesi figurativa della statuina di argilla minoica di Creta? Il mio lavoro ha una sola radice intenzionale: entrare nell’origine del canto occidentale. Della poesia occidentale che nasce nel mito. Entrare nel profondissimo e individuarne le sostanze.”

L’opera, con una scrittura narrativa mantenuta sempre in tensione e in accento lirico, attraversa il pensiero di genere affondando nelle radici dell’occidente. Tra le maglie dei giochi d’infanzia e orchestre figurative del mito, si coniugano dinamiche affini. La lingua nei suoi ritratti fonetici e semantici è illuminata fino ai capillari del silenzio. Farabbi ci porta le SireneTiresiaPenelopeAntigoneCassandra e Medea come costellazioni, rovesciandone i canoni interpretativi.

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Diario

Nuove uscite: l’arte tra bocca e cibo

Disturbi alimentari. Al3vie apre prospettive e testimonianze attraverso l’arte

Una tematica delicata e complessa che sempre di più, soprattutto in questo momento di forte disagio sociale, riguarda giovani e giovanissimi.

anna maria farabbi ha lavorato per quasi due anni ad un’opera corale che si apre ad altri affacci passando attraverso testimonianze personali e artistiche di notevole intensità. La stessa autrice afferma: “Le radici del mio progetto sono state immediatamente nitide: nessuna impostazione clinica. Ho concepito l’opera come una ruota”.

Undici artisti e artiste, compresa la curatrice, convergono nella loro differenza identitaria e di ricerca espressiva: pronunciano la loro testimonianza artistica e esistenziale. L’arte fa girare la ruota in un viaggio plurale e al tempo stesso unitario, che entra nei disturbi del comportamento alimentare.

In ordine di presentazione: Paola Bianchini, filosofa, psicologa, psicoterapeuta. Marco Bellini, poeta. Giancarlo Palombini, docente di Etnomusicologia. Sara Fruet, pittrice, medico coaching alimentare e biodinamica craniosacrale. Marco Pozzi, regista cinematografico. Mariafrancesca Garritano, ballerina. Pietro Marchese, scultore e insegnante. Alberto Terrile, fotografo. Ludovic Debeurme, fumettista, pittore e illustrator. Elvira Aglini, narratrice.

La doppia opera

Oltre a questa ruota cartacea, che viaggerà tra le mani, Anna Maria Farabbi ne ha concepita un’altra in parallelo e in approfondimento multimediale. Suoni, immagini, foto, quadri, voci, un film, tesseranno le maglie in fili e nodi. Sarà un modo per significare il progetto davvero con tutti gli ingredienti artistici di cui ha natura. Nel libro, una piccola impronta, quella specie di labirinto chiamato QR code e il link ne saranno la porta d’ingresso.

Sinossi

L’inizio del cibo e la grammatica relazionale a tavola. Mangiavo da sola. Eccetto la domenica. Mi lasciavano il piatto preparato sull’angolo della tavola accanto alla finestra. La bottiglia di acqua davanti al vuoto circolare del bicchiere. Le briciole sulla tovaglia come una semina metafisica di pane. Gli altri della famiglia si erano già alzati, i maschi grandi a coricarsi, le donne in cucina a lavare, asciugare, riporre in frigo il cibo avanzato. La domenica, tutti insieme, davanti a molto cibo, parlavano di clienti, di lavoro, del fare. Io zitta.

anna maria farabbi

Estratti dal testo

Mangiare da soli, secondo me, non genera di per sé alcuna mancanza o sensazione di non compiutezza. Il cuneo della mia riflessione sta in come si mangia quando si è insieme. Che consistenza ha la comunicazione attorno alla tavola. Quale parola. Quale intenzione, tensione, aspettativa, ci sono dietro alla parola e al tacere. Quanto e se si mantiene l’energia cerimoniale della condivisione e la consapevolezza della preziosità del cibo. Quanto significhiamo il cibo come fondamentale anello comunicativo, generativo, tra il nostro piccolo io e il grande noi, inteso come ecosistema.

Il corpo della persona sofferente, la sua lingua (che fa parte del suo corpo naturalmente), compiono una sottrazione sociale, più o meno consapevolmente. Sono apparentemente presenti al mondo, ma interiormente allontanati. Lesi. Il ritiro graduale si manifesta proprio nella relazione cibo e lingua, in una pratica rituale di astensione, di rifiuto di contatto: vegliando e osservando con una tensione difensiva e autoprotettiva.

Note sulla curatrice

anna maria farabbi ha pubblicato per Al3vie, nel 2021, Louise Michel, è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, e Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito seguita da La tela di Penelope, opera in coedizione con Pièdimosca edizioni. Per Kaba edizioni ha pubblicato nel 2013, Caro diario azzurro. Ha collaborato con il progetto Leggimileggi e dirige la collana Gocce nella quale è stata pubblicata la sua opera La notte fosforescente.

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Radio Radicale – Louise Michel con Anna Maria Farabbi

Presentazione del libro “È che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica” di Louise Michel a cura di Anna Maria Farabbi (Al3vie)

https://www.radioradicale.it/scheda/638166/presentazione-del-libro-e-che-il-potere-e-maledetto-e-per-questo-io-sono-anarchica-di?i=4280242

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Intervista ad Anna Maria Farabbi

Antidoti per scalzare la solitudine del presente

da Il Manifesto del 6/11/2021

di Alessandra Pigliaru

Un buon uso della vita, che sembra rintoccare come uno speciale mantra in tempi cupi, è il titolo dell’ultima silloge poetica di Gabriella Musetti (Samuele editore, pp. 87, euro 12). Punto importante del percorso della poeta e critica di origini genovesi ma che risiede da anni a Trieste, di cui nella prefazione firmata da Chiara Zamboni vengono rintracciati, con finezza, alcuni fili conduttori.
Al principiare della raccolta, ci sono moltitudini suscettibili di chi abita il mondo, donne che conducono una esistenza solo in apparenza ordinaria, senza disporre più del proprio futuro. Accade loro di morire, come se l’andare via da questa terra fosse un’eventualità mai preventivata. Così, apprendiamo, «lei» è molte, ed è morta di mattina o al supermercato, «con la luna storta», «sopra un cuscino estraneo», seduta in classe, «mangiandosi da dentro» oppure «pezzo a pezzo».

IL MARGINE è al di qua di una esistenza, franta e somigliante alla «illocalità della scrittura» quando ci forsenniamo sul precipizio di un’origine e poca attenzione prestiamo alla solitudine presente. Le storie infatti, scrive Musetti, «sono all’inizio / tutte uguali / nasci da un ventre aperto / dal buio vedi la luce / ma subito la storia cambia / secondo il luogo lo status / il modo e l’accoglienza / non c’è una regola prescritta / uguale a tutti / ognuno trova a caso la sua stanza / chi bene – felice lui o lei – chi / con dolore».

Ed è su questo elemento, il dolore, che si staglia la seconda parte del libro, quella in cui alla manutenzione dei sentimenti (per citare un brillante e precedente lavoro di Musetti) si configura la scelta deliberata di uscire di scena. Aprono alla genealogia i nomi di Sylvia Plath, Virginia Woolf, Marina Cvetaeva, Amelia Rosselli, Ingeborg Bachmann, Gaspara Stampa, Saffo, Alfonsina Storni, Antonia Pozzi, scrittrici che – lo segnala nella breve nota al testo conclusiva – «sono state luogo di pensiero e di trasformazione per le altre».
Tante e diverse fanno capolino da un altro libro prezioso; si tratta di Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito (seguito da La tela di Penelope), di Anna Maria Farabbi (Pièdimosca, pp. 172, euro 15). In un atlante immaginifico, la poeta e scrittrice perugina che riconosce la propria nascita interiore a Montelovesco, «a un palmo da Gubbio», colloca Tiresia, le Sirene, Penelope, Antigone, Cassandra e Medea ma anche Circe e Calipso. In questo lavoro notevole, la parola sapiente di Farabbi si interroga a partire dal proprio io, definito «matrioska e femmina» che contiene Diotima, Saffo e Christine de Pizan, «coro di maestre nel pensiero della differenza, altro da una cultura logocentrica, androcentrica» di cui parla nella lettera in apertura del volume destinata a delle giovani interlocutrici.

SE LA POESIA È UN CANTO, legata com’è all’oralità, l’acribia linguistica di Farabbi rende le sostanze-lieviti di cui è composto il dialetto, radici minerali vegetali e animali in cui ancora confessa di crescere. Il gioco d’infanzia del titolo è infatti visione di «ripetizione cerimoniale», c’è un’equazione tra le corde dell’altalena e la poesia che l’autrice intende «accordare».
Se il suono fa parte del dire, è seguendo l’indicazione di quei nomi magistrali che Farabbi precisa: «Lavoro il filo / per la necessità di abitare il mio corpo / in un punto interiore / da cui tessere un ordine preciso; / espressione organica / poema camminabile / trappola per chi non sa leggere / l’origine e l’orizzonte del segno». È anche questa l’impuntura per un buon uso della vita. Persuase che la sparizione ha una permanenza d’amore nella scrittura di altre donne, sia la morte o il ricordo disseppellito del «volo senza ali» di una bambina.

scarica il pdf

dal sito de Il manifesto

https://www.al3vie.com/wp-content/uploads/2021/11/antidoti-per-scalzare-la-solitudine-del-presente.pdf

versione 1 pagina

https://www.al3vie.com/wp-content/uploads/2021/11/il-manifesto.pdf

link a Il Manifesto (con registrazione o abbonamento)

https://ilmanifesto.it/antidoti-per-scalzare-la-solitudine-del-presente/