Premio Il paese delle donne

Sabato 3 dicembre si è svolta, presso la Casa delle donne di Roma, la premiazione de Il paese delle donne. Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito seguito da La tela di Penelope di Anna Maria Farabbi ha ricevuto il Premio opere miste Franca Fraboni.

Edizione in coedizione: Al3vie e pièdimosca edizioni

Archivio a Birmingham

John Martin Hull. All’inizio era il buio. A cura e traduzione di anna maria farabbi. Conversazioni di un cieco con la Bibbia edito Al3vie, sarà presente insieme a Il significato del buio. Colloquio con John M. Hull. Quaderni a cura di Anna Maria Farabbi edizione Terra d’ulivi, presso la Cadbury Research Library dell’Università di Birmingham. Il prestigioso ateneo ha dedicato uno speciale archivio a tutte le opere di John Martin Hull che per tanti anni ha insegnato teologia a Birmingham.

Presentazione del libro “L’arte tra bocca e cibo”

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Luce del cuore rovesciato

Luce del cuore rovesciato

Design e realizzazione di Gabriella Malentacchi

La lampada ideata e realizzata da Gabriella Malentacchi ha agito da perno nella mia conferenza per i suoi significati del profondo simbolico. In sintesi:

La torsione del corpo, propria del tronco della lampada, evoca lo stato di sofferenza umana nella sua instabilità di equilibrio esistenziale, spirituale, sociale. Le scanalature nel vetro, sono affini a rughe, a nostre cicatrici, violenze subite che tatuano la nostra interiorità oltre la superficie della pelle, Il vetro propone, per sua stessa natura, la fragilità, ma anche l’acustica della sua possibile rottura, e ogni difficoltà di raccolta: il pericolo di essere feriti, tagliati, tra una scheggia e l’altra. La trasparenza propria del vetro richiama di fatto la nostra: ciascuno di noi, sotto nostri vestiti, ha un’identica dimora di organi, oltre a un sangue circolante che stabilisce assoluta fratellanza. Non solo. In ogni nostro corpo esiste un vuoto attraversato da un filo. Il filo che permette la vitalità elettrica della lampada è il filo della nostra connessione con la vita. E’ il cordone ombelicale con la nostra nascita quotidiana.

Il paralume è posizionato al vertice dell’oggetto. Ne è il fulcro. E’ la testa. Eppure ci consegna un cuore rovesciato. La testa è pensare, Il cuore è sentire. Ogni creatura che ha sofferto, ipersensibile, ha un cuore rovesciato. Definitivamente. Essere prossimi a un “cuore rovesciato” significa avere consapevolezza del proprio. E flettersi, con rispetto, non giudizio, sapienza più che conoscenza. Con quell’amore che è esperienza cognitiva, oltre che sensuale, artistica e mistica.

Il compimento della relazione, della cura, sta nell’accensione di quel cuore rovesciato.

Un cuore rovesciato illuminato è illuminante e orienta.

 anna maria farabbi

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La via del poco di Anna Maria Farabbi ad Umbria Libri a Terni il 2 Dicembre alle 16

Presentazione del libro

La via del poco di Anna Maria Farabbi

Intervengono Raffaella Polverini, Elena Zuccaccia e l’autrice

Centro per le Pari Opportunità

2 Dicembre dalle 16:00 alle 17:00

Sala Videoconferenze – bct biblioteca comunale TerniPiazza della Repubblica, 1 – Terni, 05100 Italia

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Il canto dell’altalena ha vinto il PREMIO Opere miste “Franca Fraboni” 

Anna Maria Farabbi con l’opera Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito; seguìto da La tela di Penelope, edito da Al3viE e Pièdimosca edizioni nel 2021 ha vinto il PREMIO Opere miste “Franca Fraboni” – XXXIII Premio di scrittura femminile Il paese delle donne.

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Intervista ad Anna Maria Farabbi. Radioliberamente al Màt

Presentazione del libro L’arte tra bocca e cibo. Peso corporeo e peso della parola al Màt di Modena. Settimana della salute mentale

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Nuova uscita per la Collana Orto – All’inizio era il buio

All’inizio era il buio

di John Martin Hull

a cura e traduzione di anna maria farabbi

Conversazioni di un cieco con la Bibbia

John Martin Hull (1935-2015) è stato Professore di teologia e scienze religiose a Birmingham. Nel 1983, a seguito di una lunga patologia degenerativa della retina, perse definitivamente la vista. Ha scritto numerosi libri e articoli nel campo dell’educazione religiosa, della teologia pratica e della disabilità. Uno dei suoi testi più conosciuti è Il dono oscuro (1990) tradotto e pubblicato da Adelphi nel 2019. Nel 2016 ne è stato tratto il film Notes on Blindness, di Peter Middleton e James Spinney, vincitore del primo premio ai British Independent Film Awards. La prefazione porta la firma di Oliver Sacks, noto neurologo e scritto re britannico, autore di numerosi best seller spesso dedicati alla tematica dei disturbi neurologici. Risvegli, pubblicato nel 1973, fu adattato in un film omonimo nel 1990.

Il contributo politico della cecità

di anna maria farabbi

Una riflessione verticale sulla vista e sulla sua assenza ci immette direttamente nel ventre della nostra cultura occidentale, più propriamente del sistema consumistico, capitalistico, liberistico, che viviamo. Abitiamo quotidianamente l’immagine, ne siamo at/tratti, inghiottiti, intossicati, resi dipendenti, devitalizzati dentro un processo di consumo/consumismo che si basa soprattutto sull’apparenza, su ciò che appare, su ciò che abbagliando induce e detta il bisogno di una riconoscibilità visibile, folgorante. È nell’immagine che si genera una dinamica autoreferenziale narcisistica che esclude ogni significato di complementarità nella relazione, così come ogni necessità di approfondimento dell’interiore. Si nega la possibilità di concepire e praticare il rovescio del canone omologato.

L’esperienza della cecità polverizza di colpo la superficialità visibile, entra e abita l’invisibile della nerezza, forzatamente in un processo inverso da quello che noi vedenti siamo abituati a vivere, anche mentalmente.

John Martin Hull narra tutto questo, portandoci lentamente a riconsiderare i nostri parametri sociali e culturali, spalanca magnificamente il corpo della voce e del suono, risvegliandoci sensorialmente e spiritualmente alla concentrazione del tacere e dell’ascolto, della lentezza fiduciosa, della risurrezione interiore traendo forza dal sacro profondo che ci dimora. Propone fatti della propria storia personale, pieghe del suo vissuto, mortificazioni, depressioni da cui è riemerso, con energia e lucidità.

Coniuga il verbo amare in un’accezione cristiana spogliata e disposta al confronto.

Tutto il suo lavoro in questa opera nasce e si sviluppa nel ventre delle Sacre Scritture. Si irradia in ogni angolo del nostro vivere quotidiano, in ogni connessione esistenziale e sociale, oltre a quella spirituale.

Il suo pensiero in ogni sua parola propone di fatto le fondamenta praticabili verso la correzione di una polis che molto ha ancora da imparare per una convivenza di pari diritti, di non discriminazione, di crescita contemporaneamente individuale e corale.

Attraverso un QR code sarà possibile ascoltare 8 tracce audio, contenuti scelti e letti dalla stessa curatrice.

Libro disponibile anche nel formato eBook

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L’arte tra bocca e cibo al màt 2022. Settimana della salute mentale a Modena

Lunedì 24 ottobre alle ore 18.00/19.00

presso Lo Spazio Nuovo, Viale IV Novembre 40/B, Modena

Màt Settimana Salute Mentale

Incontri, cultura, arte, libri

L’arte tra bocca e cibo. Peso corporeo e peso della parola

a cura di Anna Maria Farabbi

sulla tematica delicatissima e complessa dei disturbi alimentari che sempre di più, soprattutto in questo momento di forte disagio sociale, riguarda giovani e giovanissimi. Undici artisti e artiste, compresa la curatrice, convergono nella loro differenza identitaria e di ricerca espressiva: pronunciano la loro testimonianza artistica e esistenziale. L’arte fa girare la ruota in un viaggio plurale e al tempo stesso unitario, che entra nei disturbi del comportamento alimentare. Lo scopo è entrare nella tematica dei disturbi alimentari da altri affacci passando attraverso testimonianze personali e artistiche di notevole intensità come quella di Paola Bianchini, filosofa, psicologa, psicoterapeuta, Marco Bellini, poeta, Giancarlo Palombini, docente di Etnomusicologia, Sara Fruet, pittrice, medico coaching alimentare e biodinamica craniosacrale, Marco Pozzi, regista cinematografico, Mariafrancesca Garritano, ballerina, Pietro Marchese, scultore e insegnante, Alberto Terrile, fotografo, Ludovic Debeurme, fumettista, pittore e illustrator, Elvira Aglini, narratrice.

www.matmodena.it 

Metaphorica.

Una nuova rivista semestrale dedicata alla poesia. Nel primo numero alcuni inediti di Anna Maria Farabbi.

Nasce la Collana Arca dedicata alla poesia.

CURATELA DI ANNA MARIA FARABBI

COEDIZIONE CON PIEDIMOSCA EDIZIONI

La collana Arca nasce con un’identità marginale, nell’accezione profonda: è stata concepita per dimorare a margine proprio per la sua radicale, atipica, natura.

Mi è stata consegnata la responsabilità di questa proposta editoriale e l’assumo come progetto immerso nella poesia, non solo nella sua offerta di catalogo, ma per la sua sostanza caratteriale.

  • La collana è creata in coedizione tra due case editrici: Piedimosca e Al3vie.   Credo sia l’unica esperienza in Italia, se non altro rarissima testimonianza, di una cooperazione di forze congiunte in scelta e in investimento. In questo caso, la piccola editoria trova alternative di politica aziendale e culturale contro l’individualismo concorrenziale.
  • Il filo che teniamo tra le mani è femminile.  Siamo tre donne, Elena Zuccaccia per Piedimosca, Raffaella Polverini per Al3vie, io anna maria farabbi per la curatela, che lavorano per la poesia nell’oceano del mercato. Tutte e tre viviamo, non solo nel nostro lavoro, un pensiero di genere.
  • Il nome Arca ha un significato capovolto da quella tradizionale, maestosamente sacro. Ogni legno di questo mezzo poetico navigante, recupera una bellezza vitale per rioffrirla salva alla comunità, avendo in sé una tensione politica, sacra, forte. Non offre un valore di grandezza, ma un valore di qualità. Questa collana piuttosto di un’arca è un legnetto arca ico, come lo è sempre il canto.
  • Navigherà ospitando un’opera all’anno. Il numero delle case editrici è infinito, poeti e poete infiniti, libri infiniti che, nelle acque infinite del mercato, fluttuano tra occhi e mani infinite. L’arca contiene un solo corpo all’anno. Si fa carico, e rende il carico, di questa parsimonia estrema, nel minimo, essenziale gesto di scelta. La poesia chiama al poco. 
  • Le prime tre poete più il quarto autore. Ho aperto io il viaggio, su proposta di Elena e Raffaella. Il titolo della mia opera, la via del poco, annuncia l’impostazione della collana. Mi affaccio nella responsabilità della cura. Seguono: Paola Febbraro, Stellezze e Carmela Pedone, Frammentario, entrambe già edite nella collana da me diretta per Lietocolle, ora fuori catalogo. Due opere che meritano di tornare energicamente alla luce.

Paola Febbraro con originale canto assoluto, asciutto, vissuto con interità purissima, senza alcun compromesso. Carmela Pedone, con una scrittura a sangue forgiata nella tragica sofferenza psichiatrica.

Ho già individuato il quarto autore e condiviso la mia scelta con Elena Zuccaccia e Raffaella Polverini. Lo nomineremo ad alta voce prossimamente.

anna maria farabbi

Anna Maria Farabbi poesie scelte

Avamposto

https://www.avampostopoesia.com/poeti/anna-maria-farabbi

***

ciò che non posso contare ripetere nominare    transita

in una sonora transumanza invisibile

dalla pianta dei miei piedi alle suture craniche

nel plesso solare mi dimoro

quando mi chiamo mi rispondo vento

***

Non ha il becco eccessivo

la passerina che canta bene

***

trapassata la mezzanotte

sono le sei dell’alba.

torno a casa per stanchezza

non per amore.

e ancora una volta

sbaglio.

Il fulmine convoca la terra e il cielo

in un punto.

C’è un punto biancastro nel tuorlo

dov’è il germe. C’è

un punto di attacco nel fiore

che è l’ombelico esterno

nel luogo dei semi.

Lì sporge il sole e chiarisce

il mondo.

Anche quest’anno per presunzione

ho dato per scontata l’esistenza

della luce nel paesaggio:

il lavoro della luce

nelle forme del paesaggio.

Ho finito per scordare

che il ciliegio ha la testa

e che in primavera è più leggera

perché dalle radici sverna in petali

rosa. Uno

è il battere e uno

il levare della passera

che ora le sta dentro

per cantarla.

Mi fa accorgere del mondo.

Alle sei dell’alba il ciliegio è fermo.

Ma scrivo una bugia.

***

io con un bacio, signora scrittura,

ti rovescio la frusta,

e te la lecco per farti l’amore.

Signora che mi schiocchi la lingua

e me la metti in pista quando ti pare

in mezzo alle vertigini scorticanti

dei venti,

lì.

Lì che si spoglia e gira su sé stessa

come una poverina frenetica e balbuziente

che non sa ballare perché è zoppa dalla nascita e sta lì.

Lì che gira e non riesce ad estirpare

l’origine

di una parola decente.

Signora che per accarezzarla

la rastrelli

e lei, lì, zitta e analfabeta che mi trema in bocca

con niente che la possa congiungere

alla gola in me.

Splendida umida padrona che sei, sia così,

mi va bene così,

fin tanto che so narrarti e che so.

Ma in questa notte verdelunare

con tinte aranciogiallastre velocissime

di stelle cadenti sputate via dal

cuore,

ci sono. E sto ferma, in piedi.

Precisa dal mio battito cardiaco

alla filtrazione delle due

tempie.

Ti punto

scoccandoti sulla fronte

le mie lucciole canicolari

perché ho voglia di fare l’amore con te

dalla mia lingua

in giù.

Cos’è     ti spiego cos’è

un bacio lavico

e quel che vedrai e ciò che

sentirai

in mezzo allo scandalo di questa notte:

ti dico per esempio, e intanto

ti lecco le labbra,

che tra le papille bagnate

c’è il mio paese che è la lingua mia

dentro cui parole perpendicolari abbastanza

si sono fatte alberi

fiori e frutta

e campano quasi in silenzio.

Si spogliano dentro i tuoi venti, sì,

ma ricrescono da soli

con i soli che mi salgono,

nelle primavere forti, in bocca.

***

Con un bacio, amore, hai sdraiato i fianchi

della montagna.

Gli orti strettissimi a terrazza innaffiati dentro la guerra

caricando la schiena piagata dei muli

di borraccette bucate acque rubate

ora sono fanghiglia sul tuo palmo

aperto. Odori.

Hai baciato la mia lingua

e io in lei sono morta

ondulata

nel tuo silenzio primitivo.

Bagnata analfabeta liquor

oralità venuta

nella tua bocca.

Con il tremore interiore delle nascite.

Commossa

offrendo la mia soletudine regale.

epitaffio

anna maria farabbi

piccolissima

dorme.

La casa è grande.

Le acque le terre i fuochi e le arie.

L’amore. Il meridiano che anche nel sonno

mi percorre.

***

Quei ciottoli nerissimi lisci quasi morbidi     qua e là

sugli infiniti ori

della sabbia calda. Tu che mi chiedevi da dove venisse

tanta luce     se il soffitto mancava completamente di luna e di stelle.

Dalla terra da sotto dalle profondità della nostra pancia

dalle intermittenze lucciolari dell’inguine

dalle scintille cardiache del sotterraneo oriente     ti risposi.

E cominciai a leccarti le dita, imparando dai cani.

A toglierti con la lingua la necessità degli occhi

a premere le tue labbra con trasparenze animate    garze

di baci, per obbligarti a tremare

in tutta la tua friabile estensione.

Per sentire l’imminenza

la velocità del vento nel sangue

il creato intero nel sangue.

Per barattarci nell’intimità

attraverso la creazione. Perché fare l’amore

è agire e ricevere la creazione.

Quei ciottoli notturni vivissimi quasi liquidi    qua e là

sugli infiniti riti

della spiaggia.

***

Faccio l’amore in terra.

Tango:

la fisarmonica l’aia tacco e punta

profondamente tacco leggermente punta

dentro

la mia rosa.

I gialli della mietitura

mi colano dal labbro. L’oro

prugna.

Goccia il miele sul capezzolo. Ombelico

da cui sgorga succo d’uva.

Il mio nome ha faccia di lupa

la tana in corpo

al posto del pelo

flora.

***

Porto con me la bestia e la foresta intera

battendo la mia pelle di tamburo.

Il dolore è basso. Cammina

dentro le piante dei piedi.

Mi bruca la pancia.

Ma nell’ombelico profondo

mia madre canta.

***

                                                   dedicato ai poeti di corte

                                                              ai loro giochi

                                                          nel giardino del re

Perché non vivo in paese e non mi fermo

a chiacchierare sedendo con loro     tra plastiche e aiuole.

Perché la parola ha in me un luogo e un tempo profondo

cammina dentro i miei piedi imparando

respiro ciclicità vocabolario e grammatica     dalla terra.

Perché mi ritiro nella preistoria del dire e della scrittura

mi allontano da me stessa per rientrare intimamente

in mia madre. Con me

la magnifica bestia si meraviglia e si trasforma.

Che me ne faccio del re?

Pizarnik cover_edited.jpg

Anna Maria Farabbi (1959) è nata e vive a Perugia, sebbene consideri come proprio luogo d’origine Montelovesco, località appenninica fra Gubbio e Umbertide che ricorre nella sua opera anche attraverso il peculiare dialetto. Esordisce nei 7 poeti del Premio Montale 1995 con Firmo con una gettata d’inchiostro sulla parete. Numerosi i libri di poesia che seguono: dai due centrali usciti per Il Ponte del Sale – Adlujè, 2003 e Abse, 2013 – ai titoli pubblicati con LietoColle: Il segno della femmina, 2000, Solo dieci pani, 2009, La casa degli scemi, 2017 e presso altri editori: Fioritura notturna del tuorlo, 1996, La magnifica bestia, 2007, Dentro la O, 2016, oltre a varie plaquette e edizioni d’arte (tra esse: Io sono pane al pane e vino al vino, 2021). Nel 2022 La via del poco, in coedizione Al3viE e Pièdimosca, ripropone le prime introvabili raccolte della sua produzione poetica. In parallelo, Farabbi esprime il proprio percorso di costante riflessione su identità femminile e collettiva e un impegno anche sociale attraverso testi che contaminano i generi letterari, fra saggistica, narrativa, prosa lirica, inserti di versi, meditazione: Nudità della solitudine regale. Marginalia, 2000; La tela di Penelope, 2003; leièmaria, 2013; Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito, 2021. È autrice anche di teatro (La morte dice in dialetto, 2013) e letteratura per ragazzi (Caro diario azzurro, 2013, Talamimamma, 2015, La notte fosforescente, 2021) e curatrice-traduttrice (Kate Chopin, Louise Michel).

*
Testi selezionati da La via del poco (Al3viE e Pièdimosca, 2022)

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La Collana Arca accoglie la sua prima opera in poesia “La via del poco”

Lasciamo che siano le parole della poeta Anna Maria Farabbi a presentare l’opera.

So solo che il mio canto è un poco. È la mia via. Che la poesia e la mia vita coincidono. Si intrecciano nella via del poco. Una via che ha la vocazione del vento, prossimo al nulla e portatore del tutto.

Dopo cinque impronte liriche inedite che si incardinano nel titolo, sorgo – no in successione cronologica di pubblicazione editoriale otto opere nate nell’arco di venti anni, poco più: dal 1996 al 2022. Apro segnata dall’India, concludo la mia ricerca nei tessuti della terra giapponese.

a.m.f.

Le opere: solo il poco è la via, 2022 firmo con una gettata d’inchiostro sulla parete, 1996 fioritura notturna del tuorlo, 1996 nudità della solitudine regale, 2000 la magnifica bestia, 2007 segni, 2007 la luce esatta dentro il viaggio, 2008 il filo della carovana di sale e i miei dieci nodi, 2018 io sono alla poesia come pane al pane e vino al vino, 2021

Pubblicazione in coedizione con Pièdimosca edizioni che insieme alla curatela di Anna Maria Farabbi accoglierà in condivisione la poesia nella Collana Arca

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L’arte tra bocca e cibo peso corporeo e peso della parola

di Milena Nicolini su Casamatta blog

https://www.casamattablog.it/articolo/note-di-lettura-4/

Editoria femminista. Intervista su Radio Sherwood/Gemini Network

Book Pride 2022. Intervista di Luisa Longobucco di Radio Sherwood/Gemini Network a Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli dell’Enciclopediadelledonne.it, Angela Di Luciano e Ilaria Baldini di VandA edizioni e Raffaella Polverini di Al3vie    

Ascolta l’intervista                                          

L’arte tra bocca e cibo, peso corporeo e peso della parola. A proposito di disturbi alimentari

Indomabile me. E la suggestione di involucro che serra come in una prigione diventa inquieta zebratura agitata dal vento. Indomabile me, acquarello di Sara Fruet, che credo meglio non potrebbe accompagnare la testimonianza della sua vita di giovane donna stravolta dall’anoressia e del doloroso percorso che pur l’ha portata infine a scoprire “che la felicità non uccide”.

A proposito di disturbi alimentari www.ultimavoce.it

I

A proposito di disturbi alimentari ywub www.ultimavoce.it

Una testimonianza che è stato “il seme” dal quale è nato l’interessantissimo lavoro di Anna Maria Farabbi sui disturbi alimentari. “L’arte tra bocca e cibo, peso corporeo e peso della parola” (editore Al3vie). Un contributo davvero nuovo e che credo molto possa offrire a chi attraversa il dramma del disturbo alimentare. Bulimia e anoressia, facce della stessa medaglia, malattie della società dell’opulenza, dei tempi moderni…
Questione delicatissima e grave che non può lasciarci indifferenti: secondo le ultime statistiche, solo nel nostro paese sono circa tre milioni le persone che ne soffrono. E sono soprattutto adolescenti, in stragrande maggioranza donne, e fra gli adolescenti questo male è una delle principali cause di morte.

Anna Maria Farabbi è poeta, narratrice, saggista, traduttrice. E’ soprattutto poeta, e il suo progetto non poteva che attraversare il linguaggio dell’arte. “Nessuna impostazione clinica”, spiega.

“Ho concepito l’opera come una ruota”. Una ruota con dieci raggi, ogni raggio è un artista, lei compresa, che “nella sua arte porge il suo rapporto con questa problematica”.

In questa “orizzontalità circolare” dove non esistono gerarchie, intervengono una filosofa, un poeta, un docente di Etnomusicologia, una pittrice, un regista, una ballerina, uno scultore, un fotografo, un fumettista, una narratrice… ognuno con la propria testimonianza, diretta o di osservatore. Tutto tessuto dall’esperienza di incontro con persone in sofferenza (e non solo a proposito di disturbi alimentari) con le quali Anna Maria Farabbi ha lavorato, ché “la poesia, più propriamente il canto, l’approccio poetico alla vita e a ogni sua relazione… riescono a toccare interiormente l’altra creatura, soprattutto quando questa si trova in difficile, drammatica o tragica condizione esistenziale”.

E l’approccio poetico alla vita e alle relazioni di ogni sguardo d’artista affolla di umanità questo libro corale. Impossibile da riassumere…
L’invito è a sfogliare pagina dopo pagina le voci, che sul limite della ruota disegnata da Anna Maria Farabbi appaiono come nella proiezione di una lanterna magica, ciascuno col proprio respiro…
Così, Paola Bianchini, che è filosofa e psicoterapeuta, squarcia la ferita identitaria da cui nasce il disturbo, che del corpo si serve per manifestare il disagio. E invita ad allearsi piuttosto con la vita.
Cosa guardate /della mia dissolvenza? Cosa vedete/ della rinuncia che sono? / Ogni volta piagata, piegata/ a gettare fuori il cibo:/ un rifiuto che rinneghi. / le tue forme: ecco il giudizio/ e nessuno specchio in casa… E’ Marco Bellini che, cercando versi per esprimere la dignità del dolore, offre la sua parola poetica.
Arriva poi la sorpresa di un canto popolare, “La cena della sposa”, offerto nelle sue varianti regionali da Giancarlo Palombini, e che si estende fino alle radici consumistiche, bulimiche, del nostro sistema occidentale. Che cenerà la sposa le dieci sere? “Dieci scatole di confetti/ per saziar li sposi a-l-letti/Nove cuppie di buon pane / per saziare un borgo sano,/.. otto mazzi di radice.. sette vacche ben cornute… sei castroni ben lanuti/ cinque porci ben cingiuti / quattro lepre che van saltando…
Una nenia che lascia il posto al drammatico, coraggioso racconto della pittrice Sara Fruet che (“tu mi stai uccidendo e io per sopravvivere ti uccido”) trasmuta nella forma nutriente dei colori.
E poi lo sguardo di Marco Pozzi, regista di Maledimiele, a dirci della dispercezione di sé… sorpreso dalle immagini devastanti ma al tempo stesso con grande potere di seduzione delle foto di giovani donne che una ragazza “allungava e strecciava come fossero le statue di Giacometti. Qualcosa che era vicino all’arte”.
E poi il peso danzante di Mary Garret, testimone di come il disturbo alimentare possa essere indotto dalla pressione dell’ambiente intorno. E cosa ci si aspetta da una ballerina, se non essere di piuma…
Ancora, la tensione espressiva delle sculture di Piero Marchese, che è anche educatore, e nella mescolanza di umano e animalesco fa intravedere dolore e infelicità di chi pensa di non poter reggere il confronto con le icone della bellezza, nel nostro mondo di culturalmente bulimici…

Si è ancora inquieti difronte a tali immagini, che compare la fotografia di Alberto Terrile a scegliere la via della “condescensio passionis”, la discesa in una sofferenza condivisa, per donarci il ritratto di una madre che ha perso la figlia.
Arrivi senza fiato alla “scarnificazione della gioia” nel lavoro sull’anoressia di Ludovic Debeurme, autore di graphic novel. Che con “Lucille”, e la sua scrittura disegnata che non ha bisogno di colori, “ho voluto affrontare il significato dell’insieme delle relazioni e della loro fragilità”. La tristezza “greve” che spoglia giorno dopo giorno la persona anoressica.
Elvira Aglini, infine, narratrice, generosa testimone del percorso seguito grazie al progetto ospitato dall’associazione Il Pellicano, spazio di testimonianza creato e condotto appunto da Anna Maria Farabbi. E a ogni incontro la domanda era: quando si nominerà la bestia?

A margine di ogni intervento, un QR code e un link è la porta d’ingresso ad approfondimenti multimediali. Foto, quadri, una scultura, voci, un film, a riannodare fili, per aiutare, anche, ad avere fiducia nella guarigione da un male così complesso e grave.
Il cibo e la parola, dunque. Il cibo, “ponte di nutrimento comunicativo a partire dall’apertura della bocca verso la madremammella chiedendo il latte di esistenza”; e la parola, che, se non udita, può trasmutare in urlo silenzioso di dolore.

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Presentazioni

Intervista su Radio Popolare: editoria femminista

Incontro in piazza di piccoli editori e comunità locali

Incontro in piazza di piccoli editori e comunità locali

Disturbi alimentari

Nuove uscite: l’arte tra bocca e cibo

Disturbi alimentari. Al3vie apre prospettive e testimonianze attraverso l’arte

Una tematica delicata e complessa che sempre di più, soprattutto in questo momento di forte disagio sociale, riguarda giovani e giovanissimi.

anna maria farabbi ha lavorato per quasi due anni ad un’opera corale che si apre ad altri affacci passando attraverso testimonianze personali e artistiche di notevole intensità. La stessa autrice afferma: “Le radici del mio progetto sono state immediatamente nitide: nessuna impostazione clinica. Ho concepito l’opera come una ruota”.

Undici artisti e artiste, compresa la curatrice, convergono nella loro differenza identitaria e di ricerca espressiva: pronunciano la loro testimonianza artistica e esistenziale. L’arte fa girare la ruota in un viaggio plurale e al tempo stesso unitario, che entra nei disturbi del comportamento alimentare.

In ordine di presentazione: Paola Bianchini, filosofa, psicologa, psicoterapeuta. Marco Bellini, poeta. Giancarlo Palombini, docente di Etnomusicologia. Sara Fruet, pittrice, medico coaching alimentare e biodinamica craniosacrale. Marco Pozzi, regista cinematografico. Mariafrancesca Garritano, ballerina. Pietro Marchese, scultore e insegnante. Alberto Terrile, fotografo. Ludovic Debeurme, fumettista, pittore e illustrator. Elvira Aglini, narratrice.

La doppia opera

Oltre a questa ruota cartacea, che viaggerà tra le mani, Anna Maria Farabbi ne ha concepita un’altra in parallelo e in approfondimento multimediale. Suoni, immagini, foto, quadri, voci, un film, tesseranno le maglie in fili e nodi. Sarà un modo per significare il progetto davvero con tutti gli ingredienti artistici di cui ha natura. Nel libro, una piccola impronta, quella specie di labirinto chiamato QR code e il link ne saranno la porta d’ingresso.

Sinossi

L’inizio del cibo e la grammatica relazionale a tavola. Mangiavo da sola. Eccetto la domenica. Mi lasciavano il piatto preparato sull’angolo della tavola accanto alla finestra. La bottiglia di acqua davanti al vuoto circolare del bicchiere. Le briciole sulla tovaglia come una semina metafisica di pane. Gli altri della famiglia si erano già alzati, i maschi grandi a coricarsi, le donne in cucina a lavare, asciugare, riporre in frigo il cibo avanzato. La domenica, tutti insieme, davanti a molto cibo, parlavano di clienti, di lavoro, del fare. Io zitta.

anna maria farabbi

Estratti dal testo

Mangiare da soli, secondo me, non genera di per sé alcuna mancanza o sensazione di non compiutezza. Il cuneo della mia riflessione sta in come si mangia quando si è insieme. Che consistenza ha la comunicazione attorno alla tavola. Quale parola. Quale intenzione, tensione, aspettativa, ci sono dietro alla parola e al tacere. Quanto e se si mantiene l’energia cerimoniale della condivisione e la consapevolezza della preziosità del cibo. Quanto significhiamo il cibo come fondamentale anello comunicativo, generativo, tra il nostro piccolo io e il grande noi, inteso come ecosistema.

Il corpo della persona sofferente, la sua lingua (che fa parte del suo corpo naturalmente), compiono una sottrazione sociale, più o meno consapevolmente. Sono apparentemente presenti al mondo, ma interiormente allontanati. Lesi. Il ritiro graduale si manifesta proprio nella relazione cibo e lingua, in una pratica rituale di astensione, di rifiuto di contatto: vegliando e osservando con una tensione difensiva e autoprotettiva.

Note sulla curatrice

anna maria farabbi ha pubblicato per Al3vie, nel 2021, Louise Michel, è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, e Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito seguita da La tela di Penelope, opera in coedizione con Pièdimosca edizioni. Per Kaba edizioni ha pubblicato nel 2013, Caro diario azzurro. Ha collaborato con il progetto Leggimileggi e dirige la collana Gocce nella quale è stata pubblicata la sua opera La notte fosforescente.

LOUISE MICHEL, POWER IT IS INDEED CURSED AND THAT’S WHY I’M AN ANARCHIST

https://anarchistnews.org/content/louise-michel-power-it-indeed-cursed-and-thats-why-im-anarchist

Due grandi anarchiche femministe: Louise Michel ed Emma Goldman. Su Radio Popolare nel programma Sui Generis

La puntata del 19 aprile 2021 è stata dedicata a due grandi anarchiche femministe: Louise Michel ed Emma Goldman. Anna Maria Farabbi, curatrice del libro “È che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica”, Al3vie edizioni, ci fa un ritratto completo di Louise Michel, della sua personalità, del suo pensiero, della sua scrittura; nella seconda parte di trasmissione, ci avviciniamo a Emma Goldman attraverso alcuni suoi scritti, letti per noi da Marta Marangoni del Collettivo Amleta; l’artista scelta oggi da Clarice Trombella per la sua rubrica musicale è la grande cantante blues Ma Rainey.

Per ascoltare il podcast della puntata:

https://www.radiopopolare.it/trasmissione/sui-generis/
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Louise Michel, la “grande dama francese dell’anarchia”

Dalla pagina Facebook de Il Venerdì Libertario

Louise Michel, la “grande dama francese dell’anarchia”. E Maria Farabbi ce la racconta. “Ho creduto necessario portare questo fuoco femminile in Italia, peraltro ancora troppo poco conosciuto, quanto mai attuale e stimolante in un clima di confusione, decadenza e svilimento generale”.

https://www.remocontro.it/…/e-che-il-potere-e…/

Louise Michel. Prima pubblicazione per la collana Mare.

Louise Michel

è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica

Disponibile dal 18 Marzo in formato cartaceo e ebook, anche in francese e a breve in inglese

Al3viE porge il suo primo lavoro, il libro Louise Michel, è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, con un progetto internazionale, il testo è stato tradotto in francese e in inglese, e con una testimonianza etica importante che irradia più fronti, dal sociale, all’artistico, all’antropologico.

In questa opera, una prima riedizione che continua l’importante lavoro fatto nel 2017 dalla casa editrice Il Ponte editore, la poetessa Anna Maria Farabbi, curatrice della stessa, presenta un ritratto completo di Louise Michel, della sua personalità, di tutta la sua estensione artistica, del suo pensiero, della sua scrittura: la narrativa, le poesie e i carteggi con Victor Hugo e la madre.

Un capitolo è stato dedicato all’esperienza vissuta da Louise Michel nella Comune francese, movimento rivoluzionario popolare che sconvolse la Francia nel 1871 e di cui si celebreranno il 18 marzo 2021 i 150 anni.

Nasce Al3viE

Nasce oggi lunedì 15 marzo la casa editrice AL3viE, marchio Kaba edizioni. Il momento storico è particolarmente difficile e ancora più sentito, forse, è il bisogno di guardare oltre con fiducia e con il desiderio di un forte impegno sociale.

Un progetto di viandanza che si apre alla narrativa, alla saggistica, alle traduzioni e alla poesia. Diramando in paesi anglofoni e francofoni, nel cartaceo e nel digitale le vie scelte.

Perché il 3

Alcune pubblicazioni saranno disponibili:

  • nella versione cartacea e nel formato digitale eBook e audio-eBook (testo e voce, voce e musica). I contenuti multimediali audio e video saranno scaricabili dal nostro sito anche per chi acquista il libro o l’ebook classico.
  • in italianoinglese e francese.

Martedì la presentazione del libro “L’arte tra bocca e cibo” di Anna Maria Farabbi

Il libro “L’arte tra bocca e cibo”, peso corporeo e peso della parola, a cura di Anna Maria Farabbi, Kaba edizioni, verrà presentato martedì 22 novembre alle 16 al palazzo di campagna della Ginestrella, in strada Sant’Egidio Civitella d’Arna 29. Un lavoro che nasce dall’esperienza dell’associazione Il Pellicano onlus, con base a Perugia, che si occupa di disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Farabbi, artista e poeta umbra ben nota nella scena nazionale e internazionale, al Pellicano svolge attività di volontariato, in particolare tiene un laboratorio di poesia e scrittura. Giocando con le parole e con l’arte ha coinvolto a questo giro dieci artisti e artiste, cui si è unita essa stessa che, scrive “convergono nella loro differenza identitaria e di ricerca espressiva: pronunciano la loro testimonianza artistica ed esistenziale. L’arte fa girare la ruota in un viaggio plurale e al tempo stesso unitario che entra nei disturbi del comportamento alimentare”. Ad esprimersi nelle pagine del libro su cibo e parole, spesso aprendosi a confidenze, confessioni, storie intime, memorie familiari, ma anche ad aprire sguardi sulla cultura del cibo, alta e popolare, sono: Paola Bianchini filosofa, psicologa e psicoterapeuta, venuta a mancare prematuramente nel 2020; Marco Bellini, poeta; Giancarlo Palombini, etnomusicologo e docente; Sara Fruet, pittrice, medico coach alimentare e biodinamica craniosacrale; Marco Pozzi, regista cinematografico; Mariafrancesca Garritano, ballerina; Pietro Marchese, scultore e insegnante; Alberto Terrile, fotografo; Ludovic Debeurme, fumettista, pittore e illustratore; Elvira Aglini, narratrice, e, appunto, Anna Maria Farabbi. La presentazione sarà occasione per parlare di cibo e corpo da molti punti di vista, oltre che per illustrare un libro che è una vera e propria opera d’arte. L’incontro verrà introdotto da Maria Assunta Pierotti, responsabile del Pellicano onlus. Interverranno Anna Maria Farabbi, curatrice dell’opera, Fiammetta Marchionni, neuropsichiatra del Pellicano onlus, Marta Picchio, dell’università di Perugia.

https://www.perugia24.net/news/martedi-la-presentazione-del-libro-l-arte-tra-bocca-e-cibo-di-anna-maria-farabbi-58457

Presentazione a Perugia de L’arte tra bocca e cibo

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Presentazioni

Il Canto dell’altalena

https://www.culturabologna.it/events/il-canto-dell-altalena