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L’arte tra bocca e cibo peso corporeo e peso della parola

di Milena Nicolini su Casamatta blog

https://www.casamattablog.it/articolo/note-di-lettura-4/

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Il canto dell’altalena. Incontro e scambio nel Giardino delle Beghine a Mantova

Sabato, 7 maggio
 
Mattino ore 9.30 – 12.30
 
Pranzo
 
Pomeriggio 14 – 17

“Un fiammifero nel buio del mito”, dice Anna Maria della sua riflessione su Sirene, Tiresia, Penelope, Antigone, Cassandra e Medea. O forse rovesciarne la lettura, nella poesia, con voce di donna consapevole della differenza e capace di partire dall’io per entrare nell’”origine del canto occidentale”.

Seminario Il canto dell’altalena con Anna Maria Farabbi

Il 7 maggio sarà con noi, nel Giardino delle Beghine, Anna Maria Farabbi, una poeta che da sempre lavora sulla parola in modo originale, lontana dall’accademia e dai riflettori di concorsi e premi. Ha pubblicato molti libri, scegliendo sempre piccole case editrici: raccolte poetiche, libri per bambini, opere per il teatro, saggi.

Alla riflessione sui nodi critici della società, quelli in cui sono visibili la difficoltà e lo scarto rispetto a ciò che si considera “norma” (sordità, anoressia, cecità, mutismo, emarginazione, vecchiaia…), intreccia l’analisi di figure femminili importanti, spesso misconosciute, come Louise Michel o Kate Chopin di cui ha approntato le prime traduzioni in italiano.

Conosce il nostro Giardino e lo considera un luogo di grande importanza, nel quale è possibile l’interazione tra linee di pensiero, con modalità diverse, sempre attente all’approfondimento e al versante femminile con la sua specificità e il suo diverso linguaggio.

Un passaggio del libro di Milena Nicolini sul Canto dell’altalena ci può aiutare a comprendere il versante dal quale muove la voce di questa poeta:

L’autrice torna ad una difficile esperienza che per un anno le tolse completamente la voce, quando comprese nel suo “corpo” cos’era per i muti la normalità quotidiana. Ne fece un “telaio esperienziale”, studiò più a fondo la sordità, il suono, le “profondità dilatabili dell’ascolto”, la meditazione, le “retoriche della parola ‘silenzio’”, la capacità di udire con tutto il corpo fin dall’utero materno.

Per lei stanno qui le “fondamenta della poesia”: non a caso lei la chiama “canto”.

Il suo lavoro sulla lingua non si distingue dalla vita, l’accesso sempre più profondo alla creaturalità della parola va in sincrono col “battito cardiaco”, l’ascolto attento diventa creazione “anche del canto”, ma insegna pure ad ascoltare e imparare il canto degli altri”, ad “ac cordarsi”, perché le voci del coro non si sovrappongono, ma si fanno complementari l’una all’altra “per l’opera”.

Ecco perché la sua poesia è “biologica, organica”, non dà garanzie di salvezza, ma solo “la scaglia nell’animalità, nel vegetale, nel minerale (…) a una via del poco, su cui, e dentro cui, possa accogliere la creazione e sostenerla”.

La poesia unisce chi canta e chi ascolta, attiva le possibilità plurali dell’io, esigendo il ‘tu’ e il ‘noi’, “il canto, prima di essere inchiostro, è vento, oralità: tramanda”. (M. Nicolini, L’uroboro nell’opera di Anna Maria Farabbi, ed. Rossopietra, pp. 54-55).

Penso che questa premessa possa aiutarci a comprendere la postura con la quale stare nel seminario di Anna Maria. Da qui è possibile interagire con lei a partire dalla nostra vita, dalla nostra riflessione e dalle nostre letture. Sulle figure del mito che fanno seguito, nel libro Il canto dell’Altalena, alla memoria dei giochi infantili, ognuna di noi, per vie diverse, ha avuto occasione di leggere, ascoltare e riflettere: Sirene, Tiresia, Penelope, Antigone, Cassandra e Medea.

Il nostro contributo al dialogo sarà prezioso e renderà il tempo che trascorreremo insieme ricco e nuovo.

                                                                                       Nella Roveri

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Louise Michel al Circolo Anarchico Berneri di Reggio Emilia

Venerdì 13 Maggio alle ore 21 Anna Maria Farabbi porterà il libro “Louise Michele è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica” alle donne libertarie di Reggio Emilia

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Il 13 maggio, al Circolo Anarchico Berneri di Reggio Emilia, Anna Maria Farabbi presenterà il libro su Louise Michel

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DWF su Louise Michel

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Al3vie. Un progetto che è una strada di idee

https://www.sherwood.it/articolo/8957/al3vie-un-progetto-che-e-una-strada-di-idee

su Sherwood

I progetti di qualsiasi natura siano sono un composito mix di elementi. Sono contenitori da riempire e le parti che li costruiscono ne danno la dimensione, la direzione e concorrono al traguardo. Non importa che siano personali, aziendali, scolastici o altro. Sono sempre tutti accomunati dal rendere unico e focalizzato alla meta quello che di fatto sarebbero solo pezzi a sé stanti.

Rendono coese le parti.

I progetti editoriali non fanno eccezione e ognuno ha le sue peculiari caratteristiche che rendono il risultato unico e personale.

Non fa eccezione Al3viE, da poco entrata nel mondo dell’editoria, e che già nel suo nome di battesimo evidenzia la natura sfaccettata del proprio percorso. Una complessità che passa dalla scelta delle pubblicazioni all’attenzione su come fruirne. Uno sguardo che dalle produzioni d’oltreoceano è capace poi di creare sinergie nel Bel Paese.

Per capire fino in fondo dunque gli interessi di Al3viE ne abbiamo chiacchierato direttamente  Raffaella Polverini. Sempre con lei, abbiamo indagato anche come è nata la pubblicazione di Kate Chopin. Racconti” con saggio e traduzione di Anna Maria Farabbi.

Allora Raffaella partiamo proprio dall’inizio: il progetto Al3viE nasce in mezzo alla pandemia, nel 2021, e già nel nome ci dice qualcosa di importante. Precisamente ci parla di fruizione della lettura. Come mai avete sottolineato già da subito questo aspetto?

Per rispondere a questa domanda riprendo le righe che ho scritto nel Chi siamo del sito: “In Al3viE c’è il coraggio del passo che lascia il sentiero battuto, la fatica del procedere nella boscaglia, la determinazione graffiata, la visione dell’oltre e poi l’incontro con altri viandanti con i quali condividere la ricchezza del proprio orto, la bellezza del proprio giardino. Il cammino continua mentre il respiro prende il ritmo della salita, lì dove la terra incontra il cielo e la montagna accoglie come una grande madre. Dall’alto, in lontananza, colpisce la vastità del mare con le sue profondità. La discesa nasconde le sue insidie, richiede attenzione, ma incoraggia l’andare. Quando si incontra il nulla, il deserto con la sua realtà estrema, tutto sembra essere stato vano e scomparire come l’impronta cancellata dal vento, ma la via è ormai segnata. Qualcuno seguirà, riconoscerà il nostro passaggio e una carovana ci disseterà con l’acqua trasportata nelle zucche. L’opera è compiuta.” Nel pubblicare libri, rendendoli fruibili in modi diversi, dal cartaceo al digitale, passando per il multimediale con audio, video e booktrailer, si passa attraverso le proprie scelte che non seguono sentieri già battuti, che sono spesso controcorrente, lontane dalle regole del mercato, ma vicine a valori importanti, ad un impegno sociale e politico fondamentale e ad un essere donna, editoria oggi. Tutto questo mi porta a percorre Al3viE, impossibile non palesarlo fin da subito.

Siete situati in un piccolo comune del pavese, a Trivolzio. Come è fare editoria qui?

È difficile fare editoria ovunque. Sono nel pavese, ma con i social, con gli ebook, con le presentazioni si è lontani da confini geografici limitati e limitanti. Posso però dire che è sempre stato più semplice portare libri e corsi di scrittura creativa a Milano e provincia.

La vostra ultima pubblicazione mira a fare conoscere la figura di Kate Chopin, scrittrice americana vissuta nella seconda metà dell’800. Come mai la scelta è ricaduta su di lei?

La prima pubblicazione per Al3viE è stata una riedizione su Louise Michel, un libro che ho letto e che mi ha permesso di conoscere la vita di una donna che ha dedicato la sua vita agli altri: poeta, insegnante, anarchica e ribelle, ha lottato per le donne, per i più deboli, per la giustizia. Volevo portare e riportare luce sul suo operato. È stato lo stesso per Kate Chopin, in questo caso con la coedizione di Pièdimosca edizioni, casa editrice umbra. Abbiamo rieditato e unito due libri usciti nel 2003 e nel 2004 per due grosse case editrice, in un unico testo non solo per la qualità del lavoro svolto dalla traduttrice e curatrice Anna Maria Farabbi, che ha curato anche il libro su Louise Michel, ma soprattutto per l’importanza dei suoi contenuti. Leggendo i racconti di Chopin e passando poi al saggio scritto da Farabbi, che ha studiato Chopin per più di vent’anni, si entra non solo nella personalità controcorrente e decisamente antimaschilista di questa autrice americana del 1800, considerata antesignana del femminismo, ma si ritrovano dinamiche ancora presenti nell’universo femminile e nel suo continuo incontro e scontro con una società ancora troppo maschilista e patriarcale.

Come mai secondo te Chopin è nota, e letta, negli USA insieme a Zelda Fitzgerald, figura già più nota, mentre in Italia non ha avuto la stessa attenzione?

Kate Chopin è conosciuta in alcuni gruppi femministi e letta anche all’interno di corsi di scrittura creativa, credo però che molto poco sia conosciuta in ambito universitario, forse anche nella stessa America. Perché? Forse perché ancora oggi troppe autrici che hanno scritto di donne, per le donne, vengono cancellate, dimenticate, oscurate da chi invece potrebbe e dovrebbe aprirsi a canali di conoscenza e patrimoni letterari ricchissimi. La stessa Farabbi utilizza il termine “femminicidio intellettuale” e credo che non servano ulteriori spiegazioni.

Dei racconti della Chopin quali sono le due cose che hanno maggiormente attratto la vostra attenzione?

La prima cosa è senza dubbio quello che alla fine degli anni sessanta e agli inizi dei settanta nell’ambito dei gruppi femministi ha avuto una notevole importanza e cioè “l’autocoscienza”. Chopin nei suoi racconti parla di donne che perdono il contatto con sé stesse, con la loro femminilità, i sogni, i desideri, per donarsi totalmente all’altro, ai figli, ai doveri coniugali. In alcuni casi riescono a ritrovarsi, in altri si perdono definitivamente. La seconda cosa è sicuramente la “libertà” ritrovata o acquisita forse per la prima volta, per alcuni dei personaggi femminili da lei descritti. Quel riappropriarsi pienamente del nostro essere donne prima di tutto e non solo mogli e madri.

 Il progetto di Al3viE non si esaurisce di certo qui. Nel catalogo trovate altri lavori e soprattutto spunti di riflessione da guardare con attenzione.  Non ci rimane che augurarvi: buona lettura!

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La natura congiuntiva e irrimediabile della poesia

di Loredana Magazzeni per Leggendaria

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Incontrando Kate Chopin fra le pagine delle sue storie

Un bel viaggio nei corridoi della fiera Bookpride a Milano attraverso gli occhi di chi si avvicina al lavoro di tante case editrici.Linda Moon si è fermata a parlare dell’ultima pubblicazione di Al3vie “Kate Chopin. Racconti con saggio e traduzione di anna maria farabbi” e così descrive questo breve momento immerso fra le luci, le voci e le pagine che profumano ancora di stampa.

Per leggere l’articolo completo:

https://www.lindamoon.it/la-mia-full-immersion-al-book…/

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Nuova uscita: Kate Chopin. Racconti con saggio e traduzione di anna maria farabbi

In coedizione con Pièdimosca edizioni

Kate Chopin è considerata un’antesignana del femminismo. Siamo nella Louisiana del 1850, ma ciò che ha scritto è ancora fortemente attuale

Mettere a fuoco opere e personalità di eccellenza qualitativa, con potente originalità e forza eccentrica, eversiva, libera da canoni e retoriche è, lo credo fermamente, un dovere civile, politico, artistico. Nel corso dei miei studi, la mia attenzione si è concentrata prevalentemente su artiste che, nel corso dei secoli, hanno in modi diversi ma totalizzanti subìto ingiustizie di emarginazione, sottovalutazione, svalutazione, perfino cancellazione. Mai è un caso quando si verifica un atto di femminicidio intellettuale […]

Kate Chopin ha inciso il suo pennino nelle croste malate della quotidianità sociale e relazionale, soprattutto nelle carie della comunità, in quelle radici che precludono alla donna diritti e opportunità.

Dopo circa venti anni dalla loro prima pubblicazione, accolgo la riedizione di Le alfabetiche cromie di Kate Chopin e Un paio di calze di seta con piacere e gratitudine. Questa scrittrice americana non è ancora conosciuta come si dovrebbe, almeno qui in Italia. Al di là di alcune nuove traduzioni di The Awakening e di alcuni racconti, rimane assente o insufficiente una ricca offerta di lavoro monografico sulla sua intera opera. Il mio saggio aveva e ha l’intenzione di porgere strumenti di approfondimento e connessioni per chi studia e, al tempo stesso, per chi incontra per la prima volta Kate Chopin. Avere a disposizione in un solo libro il viaggio e il viatico mi sembra una buona opportunità.


anna maria farabbi

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Editoria femminista. Intervista su Radio Sherwood/Gemini Network

Book Pride 2022. Intervista di Luisa Longobucco di Radio Sherwood/Gemini Network a Rossana Di Fazio e Margherita Marcheselli dell’Enciclopediadelledonne.it, Angela Di Luciano e Ilaria Baldini di VandA edizioni e Raffaella Polverini di Al3vie    

Ascolta l’intervista                                          

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L’arte tra bocca e cibo, peso corporeo e peso della parola. A proposito di disturbi alimentari

Indomabile me. E la suggestione di involucro che serra come in una prigione diventa inquieta zebratura agitata dal vento. Indomabile me, acquarello di Sara Fruet, che credo meglio non potrebbe accompagnare la testimonianza della sua vita di giovane donna stravolta dall’anoressia e del doloroso percorso che pur l’ha portata infine a scoprire “che la felicità non uccide”.

A proposito di disturbi alimentari www.ultimavoce.it

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A proposito di disturbi alimentari ywub www.ultimavoce.it

Una testimonianza che è stato “il seme” dal quale è nato l’interessantissimo lavoro di Anna Maria Farabbi sui disturbi alimentari. “L’arte tra bocca e cibo, peso corporeo e peso della parola” (editore Al3vie). Un contributo davvero nuovo e che credo molto possa offrire a chi attraversa il dramma del disturbo alimentare. Bulimia e anoressia, facce della stessa medaglia, malattie della società dell’opulenza, dei tempi moderni…
Questione delicatissima e grave che non può lasciarci indifferenti: secondo le ultime statistiche, solo nel nostro paese sono circa tre milioni le persone che ne soffrono. E sono soprattutto adolescenti, in stragrande maggioranza donne, e fra gli adolescenti questo male è una delle principali cause di morte.

Anna Maria Farabbi è poeta, narratrice, saggista, traduttrice. E’ soprattutto poeta, e il suo progetto non poteva che attraversare il linguaggio dell’arte. “Nessuna impostazione clinica”, spiega.

“Ho concepito l’opera come una ruota”. Una ruota con dieci raggi, ogni raggio è un artista, lei compresa, che “nella sua arte porge il suo rapporto con questa problematica”.

In questa “orizzontalità circolare” dove non esistono gerarchie, intervengono una filosofa, un poeta, un docente di Etnomusicologia, una pittrice, un regista, una ballerina, uno scultore, un fotografo, un fumettista, una narratrice… ognuno con la propria testimonianza, diretta o di osservatore. Tutto tessuto dall’esperienza di incontro con persone in sofferenza (e non solo a proposito di disturbi alimentari) con le quali Anna Maria Farabbi ha lavorato, ché “la poesia, più propriamente il canto, l’approccio poetico alla vita e a ogni sua relazione… riescono a toccare interiormente l’altra creatura, soprattutto quando questa si trova in difficile, drammatica o tragica condizione esistenziale”.

E l’approccio poetico alla vita e alle relazioni di ogni sguardo d’artista affolla di umanità questo libro corale. Impossibile da riassumere…
L’invito è a sfogliare pagina dopo pagina le voci, che sul limite della ruota disegnata da Anna Maria Farabbi appaiono come nella proiezione di una lanterna magica, ciascuno col proprio respiro…
Così, Paola Bianchini, che è filosofa e psicoterapeuta, squarcia la ferita identitaria da cui nasce il disturbo, che del corpo si serve per manifestare il disagio. E invita ad allearsi piuttosto con la vita.
Cosa guardate /della mia dissolvenza? Cosa vedete/ della rinuncia che sono? / Ogni volta piagata, piegata/ a gettare fuori il cibo:/ un rifiuto che rinneghi. / le tue forme: ecco il giudizio/ e nessuno specchio in casa… E’ Marco Bellini che, cercando versi per esprimere la dignità del dolore, offre la sua parola poetica.
Arriva poi la sorpresa di un canto popolare, “La cena della sposa”, offerto nelle sue varianti regionali da Giancarlo Palombini, e che si estende fino alle radici consumistiche, bulimiche, del nostro sistema occidentale. Che cenerà la sposa le dieci sere? “Dieci scatole di confetti/ per saziar li sposi a-l-letti/Nove cuppie di buon pane / per saziare un borgo sano,/.. otto mazzi di radice.. sette vacche ben cornute… sei castroni ben lanuti/ cinque porci ben cingiuti / quattro lepre che van saltando…
Una nenia che lascia il posto al drammatico, coraggioso racconto della pittrice Sara Fruet che (“tu mi stai uccidendo e io per sopravvivere ti uccido”) trasmuta nella forma nutriente dei colori.
E poi lo sguardo di Marco Pozzi, regista di Maledimiele, a dirci della dispercezione di sé… sorpreso dalle immagini devastanti ma al tempo stesso con grande potere di seduzione delle foto di giovani donne che una ragazza “allungava e strecciava come fossero le statue di Giacometti. Qualcosa che era vicino all’arte”.
E poi il peso danzante di Mary Garret, testimone di come il disturbo alimentare possa essere indotto dalla pressione dell’ambiente intorno. E cosa ci si aspetta da una ballerina, se non essere di piuma…
Ancora, la tensione espressiva delle sculture di Piero Marchese, che è anche educatore, e nella mescolanza di umano e animalesco fa intravedere dolore e infelicità di chi pensa di non poter reggere il confronto con le icone della bellezza, nel nostro mondo di culturalmente bulimici…

Si è ancora inquieti difronte a tali immagini, che compare la fotografia di Alberto Terrile a scegliere la via della “condescensio passionis”, la discesa in una sofferenza condivisa, per donarci il ritratto di una madre che ha perso la figlia.
Arrivi senza fiato alla “scarnificazione della gioia” nel lavoro sull’anoressia di Ludovic Debeurme, autore di graphic novel. Che con “Lucille”, e la sua scrittura disegnata che non ha bisogno di colori, “ho voluto affrontare il significato dell’insieme delle relazioni e della loro fragilità”. La tristezza “greve” che spoglia giorno dopo giorno la persona anoressica.
Elvira Aglini, infine, narratrice, generosa testimone del percorso seguito grazie al progetto ospitato dall’associazione Il Pellicano, spazio di testimonianza creato e condotto appunto da Anna Maria Farabbi. E a ogni incontro la domanda era: quando si nominerà la bestia?

A margine di ogni intervento, un QR code e un link è la porta d’ingresso ad approfondimenti multimediali. Foto, quadri, una scultura, voci, un film, a riannodare fili, per aiutare, anche, ad avere fiducia nella guarigione da un male così complesso e grave.
Il cibo e la parola, dunque. Il cibo, “ponte di nutrimento comunicativo a partire dall’apertura della bocca verso la madremammella chiedendo il latte di esistenza”; e la parola, che, se non udita, può trasmutare in urlo silenzioso di dolore.

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Intervista su Radio Popolare: editoria femminista

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Incontro in piazza di piccoli editori e comunità locali

Incontro in piazza di piccoli editori e comunità locali

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Disturbi alimentari

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Nuove uscite: l’arte tra bocca e cibo

Disturbi alimentari. Al3vie apre prospettive e testimonianze attraverso l’arte

Una tematica delicata e complessa che sempre di più, soprattutto in questo momento di forte disagio sociale, riguarda giovani e giovanissimi.

anna maria farabbi ha lavorato per quasi due anni ad un’opera corale che si apre ad altri affacci passando attraverso testimonianze personali e artistiche di notevole intensità. La stessa autrice afferma: “Le radici del mio progetto sono state immediatamente nitide: nessuna impostazione clinica. Ho concepito l’opera come una ruota”.

Undici artisti e artiste, compresa la curatrice, convergono nella loro differenza identitaria e di ricerca espressiva: pronunciano la loro testimonianza artistica e esistenziale. L’arte fa girare la ruota in un viaggio plurale e al tempo stesso unitario, che entra nei disturbi del comportamento alimentare.

In ordine di presentazione: Paola Bianchini, filosofa, psicologa, psicoterapeuta. Marco Bellini, poeta. Giancarlo Palombini, docente di Etnomusicologia. Sara Fruet, pittrice, medico coaching alimentare e biodinamica craniosacrale. Marco Pozzi, regista cinematografico. Mariafrancesca Garritano, ballerina. Pietro Marchese, scultore e insegnante. Alberto Terrile, fotografo. Ludovic Debeurme, fumettista, pittore e illustrator. Elvira Aglini, narratrice.

La doppia opera

Oltre a questa ruota cartacea, che viaggerà tra le mani, Anna Maria Farabbi ne ha concepita un’altra in parallelo e in approfondimento multimediale. Suoni, immagini, foto, quadri, voci, un film, tesseranno le maglie in fili e nodi. Sarà un modo per significare il progetto davvero con tutti gli ingredienti artistici di cui ha natura. Nel libro, una piccola impronta, quella specie di labirinto chiamato QR code e il link ne saranno la porta d’ingresso.

Sinossi

L’inizio del cibo e la grammatica relazionale a tavola. Mangiavo da sola. Eccetto la domenica. Mi lasciavano il piatto preparato sull’angolo della tavola accanto alla finestra. La bottiglia di acqua davanti al vuoto circolare del bicchiere. Le briciole sulla tovaglia come una semina metafisica di pane. Gli altri della famiglia si erano già alzati, i maschi grandi a coricarsi, le donne in cucina a lavare, asciugare, riporre in frigo il cibo avanzato. La domenica, tutti insieme, davanti a molto cibo, parlavano di clienti, di lavoro, del fare. Io zitta.

anna maria farabbi

Estratti dal testo

Mangiare da soli, secondo me, non genera di per sé alcuna mancanza o sensazione di non compiutezza. Il cuneo della mia riflessione sta in come si mangia quando si è insieme. Che consistenza ha la comunicazione attorno alla tavola. Quale parola. Quale intenzione, tensione, aspettativa, ci sono dietro alla parola e al tacere. Quanto e se si mantiene l’energia cerimoniale della condivisione e la consapevolezza della preziosità del cibo. Quanto significhiamo il cibo come fondamentale anello comunicativo, generativo, tra il nostro piccolo io e il grande noi, inteso come ecosistema.

Il corpo della persona sofferente, la sua lingua (che fa parte del suo corpo naturalmente), compiono una sottrazione sociale, più o meno consapevolmente. Sono apparentemente presenti al mondo, ma interiormente allontanati. Lesi. Il ritiro graduale si manifesta proprio nella relazione cibo e lingua, in una pratica rituale di astensione, di rifiuto di contatto: vegliando e osservando con una tensione difensiva e autoprotettiva.

Note sulla curatrice

anna maria farabbi ha pubblicato per Al3vie, nel 2021, Louise Michel, è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, e Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito seguita da La tela di Penelope, opera in coedizione con Pièdimosca edizioni. Per Kaba edizioni ha pubblicato nel 2013, Caro diario azzurro. Ha collaborato con il progetto Leggimileggi e dirige la collana Gocce nella quale è stata pubblicata la sua opera La notte fosforescente.

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LOUISE MICHEL, POWER IT IS INDEED CURSED AND THAT’S WHY I’M AN ANARCHIST

https://anarchistnews.org/content/louise-michel-power-it-indeed-cursed-and-thats-why-im-anarchist
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Due grandi anarchiche femministe: Louise Michel ed Emma Goldman. Su Radio Popolare nel programma Sui Generis

La puntata del 19 aprile 2021 è stata dedicata a due grandi anarchiche femministe: Louise Michel ed Emma Goldman. Anna Maria Farabbi, curatrice del libro “È che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica”, Al3vie edizioni, ci fa un ritratto completo di Louise Michel, della sua personalità, del suo pensiero, della sua scrittura; nella seconda parte di trasmissione, ci avviciniamo a Emma Goldman attraverso alcuni suoi scritti, letti per noi da Marta Marangoni del Collettivo Amleta; l’artista scelta oggi da Clarice Trombella per la sua rubrica musicale è la grande cantante blues Ma Rainey.

Per ascoltare il podcast della puntata:

https://www.radiopopolare.it/trasmissione/sui-generis/
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Louise Michel, la “grande dama francese dell’anarchia”

Dalla pagina Facebook de Il Venerdì Libertario

Louise Michel, la “grande dama francese dell’anarchia”. E Maria Farabbi ce la racconta. “Ho creduto necessario portare questo fuoco femminile in Italia, peraltro ancora troppo poco conosciuto, quanto mai attuale e stimolante in un clima di confusione, decadenza e svilimento generale”.

https://www.remocontro.it/…/e-che-il-potere-e…/
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Louise Michel. Prima pubblicazione per la collana Mare.

Louise Michel

è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica

Disponibile dal 18 Marzo in formato cartaceo e ebook, anche in francese e a breve in inglese

Al3viE porge il suo primo lavoro, il libro Louise Michel, è che il potere è maledetto e per questo io sono anarchica, con un progetto internazionale, il testo è stato tradotto in francese e in inglese, e con una testimonianza etica importante che irradia più fronti, dal sociale, all’artistico, all’antropologico.

In questa opera, una prima riedizione che continua l’importante lavoro fatto nel 2017 dalla casa editrice Il Ponte editore, la poetessa Anna Maria Farabbi, curatrice della stessa, presenta un ritratto completo di Louise Michel, della sua personalità, di tutta la sua estensione artistica, del suo pensiero, della sua scrittura: la narrativa, le poesie e i carteggi con Victor Hugo e la madre.

Un capitolo è stato dedicato all’esperienza vissuta da Louise Michel nella Comune francese, movimento rivoluzionario popolare che sconvolse la Francia nel 1871 e di cui si celebreranno il 18 marzo 2021 i 150 anni.

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Nasce Al3viE

Nasce oggi lunedì 15 marzo la casa editrice AL3viE, marchio Kaba edizioni. Il momento storico è particolarmente difficile e ancora più sentito, forse, è il bisogno di guardare oltre con fiducia e con il desiderio di un forte impegno sociale.

Un progetto di viandanza che si apre alla narrativa, alla saggistica, alle traduzioni e alla poesia. Diramando in paesi anglofoni e francofoni, nel cartaceo e nel digitale le vie scelte.

Perché il 3

Alcune pubblicazioni saranno disponibili:

  • nella versione cartacea e nel formato digitale eBook e audio-eBook (testo e voce, voce e musica). I contenuti multimediali audio e video saranno scaricabili dal nostro sito anche per chi acquista il libro o l’ebook classico.
  • in italianoinglese e francese.