La collana Arca nasce con un’identità marginale, nell’accezione profonda: è stata concepita per dimorare a margine proprio per la sua radicale, atipica, natura.
Le prime tre poete più il quarto autore. Ho aperto io il viaggio, su proposta di Elena e Raffaella. Il titolo della mia opera, la via del poco, annuncia l’impostazione della collana. Mi affaccio nella responsabilità della cura. Seguiranno, tenendo conto di possibili variazioni o aggiunte: Paola Febbraro, Stellezze e Carmela Pedone, Frammentario, entrambe già edite nella collana da me diretta per Lietocolle, ora fuori catalogo. Due opere che meritano di tornare energicamente alla luce.
“Portare poesia…” da Il cantovento di Anna Maria Farabbi, introduzione a La volpe dell’insonnia: a spizzata di Saragei Antonini, Al3viE in coedizione Pièdimosca edizioni, in uscita a Settembre 2025
Splende il fuoco bianco della parola
Stelio Carnevali
Ho cercato con attenta, inevitabile, sottrazione di significare la poesia di Stelio Carnevali, individuando i testi maturi in cui la sua identità lirica si offre con nitore, pregnanza, pulizia. La sua poesia sorge da uno stile apparentemente voltato al passato. Tuttavia, riesce a modularsi con carattere personale dentro cui accende e compone una successione narrativa, attraverso un lirismo ritmato in grado di essenzializzarne i cardini fondamentali. Il verso schizza con tagli improvvisi che spezzano il prevedibile, screzia di amarezza stupefatta l’esperienza cantata sempre in commovente connessione con la natura vegetale e animale. Ironia e autoironia si intrecciano con leggerezza delicata, piumata, coinvolgente nella veloce spirale dei versi. Il caleidoscopico quotidiano si fessura. Accediamo a uno spicchio illuminato di prospettiva, del presente o dentro la memoria del poeta. Sempre con compassione e consapevolezza amorevole. Carnevali canta la sua terra mantovana, la sua origine madre, mai cedendo a una nostalgica, fetale, lamentosa torsione. Anzi, riesce a rovesciare il peso della drammaticità raggiungendo una fresca levità ossigenata.
(…)
Ho voluto ospitare la voce di Carnevali che narra i tappeti relazionali fondamentali della sua vita nel QR, così da portare a compimento tutta la sua opera, anche quella esistenziale.
dall’introduzione di anna maria farabbi direttrice della collana arca e curatrice del volume
Stelio Carnevali
è nato a Bagnolo San Vito (MN) nel 1940.
Nel 1964 suoi quindici testi, raccolti sotto il nome Poesia come pane, escono grazie a Mario Artioli per il primo numero della rivista Il Portico. Nel 1976 Alberto Cappi inserisce sue poesie nell’antologia Le proporzioni poetiche, 2, a cura di Domenico Cara.
Pubblica poi un’edizione ampliata di Poesia come pane (1992), Kalùbria (1995), In disparte (1998), L’altra stanza (1999) e Scritture peregrine (2001). Nel 1999 Maurizio Cucchi pubblica in Specchio della Stampa la poesia Tina e nel 2001 Una parlata bianca, poi ripresa nell’omonima raccolta uscita per Edito¬riale Sometti nel 2002, con presentazio¬ne di Alberto Cappi.
Vari suoi testi escono anche in La Bot¬tega di poesia di Maurizio Cucchi ne la Repubblica Milano.
Nel 2014, in collaborazione con Vladi¬miro Bertazzoni, pubblica La morte ne infranse il volo, quasi una biografia del musicista mantovano Aldo Ottolenghi. Tra il 2015 e il 2020 pubblica tre volumi dedicati al pittore milanese Franco Rognoni.
Tra il 2022 e il 2024 pubblica per FUOCOfuochino È notte e con la notte una voce, Per mani esperte d’altro e Anguria Blues.
Nel maggio 2024, nel corso del Premio di Poesia Terra di Virgilio, decima edizione, riceve il Premio Alberto Cappi alla carriera.
Splende il fuoco bianco della parola esce nel giugno 2024 nella collana Arca diretta da anna maria farabbi, in coedizione Al3viE-pièdimosca.
la Collana Arca accoglie anche:
la via del poco – anna maria farabbi
stellezze – paola febbraro
la volpe dell’insonnia: a spizzata – saragei antonini (SETTEMBRE 2025)




