di Saragei Antonini
Il cantovento di Anna Maria Farabbi
Tratto dall’introduzione dell’opera
Saragei Antonini
“Ho iniziato a sentire e scrivere in dialetto quando l’italiano ed io ci siamo visti scavati nella nostra ricerca. E forse perché stavamo cercando qualcosa più in fondo che riguardasse il suono e la parola.
Il dialetto si è presentato con impeto scalciando squarciando, capovolgendo, la mia dunque è una ricerca linguistica che nel tempo mi ha permesso anche di toccare, approfondire le radici, la storia, il cielo.
Oggi la convivenza scritturale si esplicita con la libertà e il rispetto di due lingue che forse vogliono crearne una terza, mescolandosi, guardandosi, offrendosi parole e tempo.
L’italiano è la mia scrittura liquida.
Il dialetto quella solida e siccome si compenetrano creano un corpo che respira.“
Poesie
a dire il nero diamo il tempo alla volpe dell’insonnia di sfamarsi e impaurirsi
a spizzata
cchì ricissi me’ matri
Contenuti tratti dagli audio presenti ne La volpe dell’insonnia: a spizzata
Saragei Antonini
sono nata a Catania nel 1973 e cresciuta nella zona chiamata Cappuccini –
mia madre è catanese e mio padre nato a Novafeltria al confine tra l’Emilia-Romagna e le Marche –
i miei genitori hanno vissuto otto anni in Svizzera nel Cantone di Neuchâtel (cantone francese) –
questa piccola mappa familiare ho voluto tracciarla perché il mio dialetto è meticcio – catanese sì ma anche ricreato da suoni vissuti di lingue e accenti diversi – una corale di volti e gesti che ad oggi accompagnano parole esclamazioni e modi di dire e una traduzione che cambia organicamente –
è una ricerca linguistica nella quale dialetto e italiano hanno una fitta relazione, direi boschiva e abissale dunque marina – ogni specie è in contatto con le altre e mi addentro riemergo tra fitte solari e scuri muschiati
la Collana Arca ha già accolto:
la via del poco – anna maria farabbi
stellezze – paola febbraro
splende il fuoco bianco della parola – stelio carnevali




