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Il canto dell’altalena. L’oscillazione della figura tra il gioco e il mito, seguito da La tela di Penelope

15.00

Questa prima pubblicazione nella Collana Orto segna e illumina una via importante che si apre con una coedizione fra Al3viE e Pièdimosca edizioni (Collana Semi).

Un progetto ricco, unico, speciale che coinvolge le due realtà editoriali e la stessa autrice Anna Maria Farabbi, all’insegna della collaborazione, dell’unione e della condivisione delle proprie esperienze, dei valori e di una conoscenza che necessita comunque sempre di un costante lavoro, attento e minuzioso, nel proprio viaggio personale e professionale per accogliere e riconsegnare all’altro, agli altri.

L’opera, con una scrittura narrativa mantenuta sempre in tensione e in accento lirico, attraversa il pensiero di genere affondando nelle radici dell’occidente. Tra le maglie dei giochi d’infanzia e orchestre figurative del mito, si coniugano dinamiche affini. La lingua nei suoi ritratti fonetici e semantici è illuminata fino ai capillari del silenzio. Farabbi ci porta le Sirene, Tiresia, Penelope, Antigone, Cassandra e Medea come costellazioni, rovesciandone i canoni interpretativi.

Nelle ultime pagine del libro un link e un codice QR permetteranno di scaricare gratuitamente contenuti audio, estratti del testo letti dalla stessa autrice.

Tra canto e mito dalla voce dell’autrice – tratto da Il canto dell’altalena

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Descrizione

Che cos’è questo canto che volteggia nella sintesi figurativa della statuina di argilla minoica di Creta?

Il mio lavoro ha una sola radice intenzionale: entrare nell’origine del canto occidentale. Della poesia occidentale che nasce nel mito. Entrare nel profondissimo e individuarne le sostanze.

Quest’opera scoperchia i miei fondali e alcuni del mito. Pizzica l’arpa eolica della lingua, lascia la sua risonanza nel labirinto delle orecchie e della ruminazione.

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